L’intervento in Madagascar: l’agricoltura sostenibile per costruire resilienza | Azione contro la Fame
l’agricoltura sostenibile per costruire resilienza in Madagascar

L’intervento in Madagascar: l’agricoltura sostenibile per costruire resilienza

Azione contro la Fame ha condotto diversi progetti per supportare la popolazione in Madagascar aiutandola ad affrontare una condizione di insicurezza alimentare sempre più diffusa nel Paese.

L’agricoltura, in questo, ha un ruolo centrale. Permette infatti alle famiglie di essere autosufficienti e affrontare momenti di crisi alimentari come quelli generati dai conflitti e dal cambiamento climatico.

 

"Il progetto ha cambiato la mia vita", dice Alfred Efahaken, agricoltore e partecipante a uno dei programmi di Azione contro la Fame in Madagascar
"Ora posso vendere i prodotti e comprare il riso per i miei figli. Il nostro raccolto ci aiuta a mantenerci in salute".

L’obiettivo dei progetti di intervento di Azione contro la Fame in Madagascar è sviluppare, insieme alle comunità, delle realtà di agricoltura sostenibile a livello locale. Attraverso la creazione di orti di piccola scala i contadini mettono in pratica tecniche di agroecologia e imparano a usare al meglio le risorse della terra.

Attraverso la formazione gli agricoltori acquisiscono ad esempio tecniche naturali per prevenire le malattie delle piante ed evitare le infestazioni degli insetti.

Nell’ottica di poter sfruttare dei materiali a disposizione, i contadini apprendendo il metodo del compostaggio che permette di rendere il terreno più sano e fertile evitando allo stesso tempo gli sprechi.

Allo stesso modo, invece di dover acquistare le sementi ogni anno, grazie alla formazione ricevuta, i contadini imparano a coltivarle da soli.
Carota, cavolo, peperone, melanzana, pomodoro, zucchina, cipolla, cetriolo sono alcuni dei nuovi tipi di semi che i beneficiari del progetto hanno iniziato a coltivare.

La crisi climatica in Madagascar - e in tutto il mondo - minaccia le vite e i mezzi di sussistenza delle persone vulnerabili. Anche se non siamo in grado di portare la pioggia per porre fine a una siccità, possiamo lavorare fianco a fianco con le comunità locali.

L’obiettivo principale è aumentare la disponibilità di cibo e aiutare le comunità a diventare più resistenti di fronte alle loro nuove realtà
Una maggiore produzione permette infatti alle famiglie di vendere parte del raccolto e comprare altri beni alimentari come il riso.
Così facendo aiutiamo chi è più vulnerabile a proteggersi dalla piaga della fame.

Non solo, il ricavato del raccolto permette inoltre ai beneficiari di potersi permettere l’accesso all’istruzione per i figli e l’assistenza sanitaria per la famiglia.

Il raccolto diventa così uno strumento che permette di vivere bene e in salute.

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