TERREMOTO IN NEPAL: L’AIUTO UMANITARIO DEVE ARRIVARE VELOCEMENTE | Azione contro la Fame
Arrivano i primi soccorsi in Nepal dopo il terremoto
Foto: REUTERS, Navesh Chitrakar

TERREMOTO IN NEPAL: L’AIUTO UMANITARIO DEVE ARRIVARE VELOCEMENTE

Sono già arrivati in Nepal un logista, uno psicologo ed un esperto in tematiche di acqua, igiene e sanità (WASH) che fanno parte del team di 12 operatori di Azione contro la Fame esperti di emergenze umanitarie assegnati a questa missione. Il loro compito è quello di valutare rapidamente le necessità chiave e attivare subito la distribuzione di acqua e strutture sanitarie – come latrine e kit igienici – e di implementare attività per la sicurezza alimentare ed il supporto psicologico.
 

E’ in arrivo anche parte delle 11 tonnellate di aiuti umanitari inviati da Parigi, che comprendono
 

  • 9,5 tonnellate di materiali per acqua, igiene e salute: stazioni di potabilizzazione, pastiglie al cloro, pompe, serbatoi e condutture, materiale per la costruzione di latrine e vasini adatti ai bambini.

  • attrezzature per i “baby friendly spaces”: si tratta di spazi dedicati ai bambini e alle loro mamme, dove personale specializzato si prenderà cura delle condizioni psicologiche e delle persone sotto shock. I genitori avranno a disposizione uno spazio tranquillo per ristabilire una relazione serena con i loro bambini, indispensabile dopo una catastrofe; la salute dei piccoli dipende anche da questo.

  • teloni e tende dove ospitare gli uffici di emergenza, e un generatore d'elettricità.
     

L'aeroporto di Kathmandu è saturo e bisogna rafforzarne la capacità logistica. Azione contro la Fame sta diversificando i canali di ingresso per arrivare nei territori devastati dal sisma: via strada dall'India o con voli commerciali dal Bangladesh, il personale umanitario arriva a Kathmandu con ogni strada possibile. Viene data priorità all'accesso dei beni materiali per l'emergenza e degli operatori ed esperti umanitari, ma è necessario aumentare fin da subito la capacità di accesso all'aeroporto affinché tutto l'aiuto necessario arrivi rapidamente dove c'è bisogno, in particolare gli strumenti per l'approvvigionamento dell'acqua e kit sanitari e di igiene.

 

Acqua e Igiene – le priorità
 

In queste ore nella capitale l'acqua scarseggia. Oltre la quantità, è anche la qualità dell'acqua ad essere a rischio e a diventare rapidamente un problema e al momento non si conoscono i danni precisi a cisterne e condutture. Il rischio è reale per le vittime della catastrofe. I superstiti nelle città, raggruppati in famiglie sotto delle tende o anche senza il minimo riparo, hanno bisogno di acqua potabile e di strutture sanitarie. Dalle zone rurali più distanti, al momento mancano ancora informazioni.

 

Per la mia esperienza personale, questa è una situazione molto simile a quella che ha toccato il Pakistan nel 2005. Oltre alle città, sono state colpite anche ampie zone rurali e di montagna. Nonostante le testimonianze dirette siano ancora limitate per carenza di accessi e di comunicazioni, è certo che i danni siano considerevoli.” riferisce Vincent Taillandier, Direttore delle Operazioni di Azione contro la Fame.

 

Le zone rurali, molto isolate, devono ricevere assistenza umanitaria il prima possibile. Ricordiamoci che la popolazione nepalese vive per la maggior parte (l'80%) in zone rurali e di montagna. La maggior parte delle persone colpite aspetta ancora aiuti.

 

Tenuto conto della dimensione e dei materiali leggeri, speriamo che i crolli delle abitazioni di montagna abbiano generato meno morti rispetto alle costruzioni di città. Ma comunque la situazione delle popolazioni di montagna non è per nulla facile. Senza casa, senza cibo né accesso all’acqua, sicuramente un terremoto di queste proporzioni che ha distrutto molte infrastrutture ha reso le popolazioni estremamente vulnerabili. Come successe anche in Pakistan, la distribuzione degli aiuti sarà un processo lungo e difficile, avrà bisogno di mezzi aerei e di convogli tradizionali su terra, fino ad arrivare all'utilizzo delle schiene degli asini” conclude Vincent Taillander.
 

EMERGENZA TERREMOTO IN NEPAL
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