Affamare un popolo non è un effetto collaterale. È un crimine. La Risoluzione ONU 2417 lo condanna. Chiediamo ai governi di farla rispettare.
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Nel maggio 2018, il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha adottato all'unanimità la Risoluzione 2417 — per la prima volta nella storia, la fame indotta dai conflitti è stata riconosciuta come una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale.
Azione Contro la Fame ha contribuito attivamente a costruire questa risoluzione, spingendo perché il nesso tra conflitto e fame diventasse un tema di agenda politica globale. La risoluzione condanna l'uso dell'affamamento come metodo di guerra e chiede responsabilità agli stati.
Ma a Gaza, in Sudan e in Siria, quella responsabilità è ancora assente. Non basta che la norma esista: deve essere applicata. E questo dipende dalla pressione politica che siamo capaci di esercitare — insieme.
Come Azione Contro la Fame ci impegniamo a portare queste richieste urgenti nel nostro dialogo con le autorità italiane.
Abbiamo gli strumenti per disinnescare la fame come arma di guerra. Chiediamo ai governi di applicare la Risoluzione ONU 2417 e il rispetto del diritto internazionale umanitario. Ogni firma aggiunge pressione politica. Ogni firma conta.
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