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LIBANO: L'ORDINE DI SMANTELLARE I CAMPI PROFUGHI METTE IN PERICOLO I RIFUGIATI SIRIANI

Da maggio più di 2500 strutture e case nell'Aarsal, Libano orientale, sono in fase di smantellamento, su ordine del Consiglio Superiore della Difesa. Quasi la metà è già stata distrutta, lasciando centinaia di famiglie senza riparo e in balìa di un forte impatto psicologico che potrebbe spingerle verso un pericoloso ritorno in Siria.

DICHIARAZIONE SULL'INCIDENTE CHE HA COLPITO UN CONVOGLIO UMANITARIO NELLO STATO DEL BORNO, NIGERIA

Rapimento di un operatore di Azione contro la Fame in Nigeria. Aggiornamento del 25 luglio 2019

Nyalat e Nyahok, vite parallele: Giornata Mondiale dei Rifugiati

Quando scoppiò la guerra in Sud Sudan, Nyalat e Nyahok furono tra le milioni di persone costrette a fuggire dalle loro case. Camminarono mano nella mano con i loro figli e attraversarono il confine con l'Etiopia per cercare rifugio nella regione del Gambella. Lì erano al sicuro, ma le due donne caddero in una profonda depressione a causa della morte dei loro mariti.

Giornata Mondiale dei Rifugiati: quando l'emergenza dura 17 anni

Oggi ognuno dei 68,5 milioni di sfollati nel mondo trascorre in media 17 anni in campi o presso comunitĂ  ospitanti, e questo principalmente a causa dell'incertezza che caratterizza conflitti come quelli del Sud Sudan, dell'Afghanistan o della

In Niger una vittoria contro il deserto. Giornata Mondiale della lotta contro la desertificazione

Un progetto pilota in Niger riesce a recuperare il terreno attraverso la permanenza notturna degli animali.

MOZAMBICO 2 MESI DOPO IL CICLONE IDAI: IL COLERA CONTINUA A COLPIRE

Sono trascorsi oltre due mesi da quando il ciclone Idai ha colpito duramente il Mozambico: il bilancio è salito a oltre 1000 vittime e migliaia di persone sono ancora sfollate a causa delle inondazioni che hanno coperto l’80% della città di Beira. Effetto collaterale ma diretto è stata un’epidemia di colera che, propagatasi rapidamente, ha colpito più di 4.000 persone. Il team di emergenza di Azione contro la Fame continua il suo intervento sul campo fornendo assistenza alle popolazioni più vulnerabili.

Guerra e fame: l'appello di Azione contro la Fame all'ONU

Azione contro la Fame ha rinnovato ieri a New York la richiesta alle Nazioni Unite di implementare quanto contenuto nella risoluzione 2417, che condanna sia l'uso della fame come arma di guerra che i divieti illegittimi che spesso impediscono l’accesso umanitario ai civili che necessitano di aiuti. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU giusto un anno fa ha approvato all'unanimità questa storica risoluzione, ma conflitti e guerre rimangono ancora la principale causa di fame acuta in tutto il mondo.

900.000 PERSONE A RISCHIO FAME TRA MAURITANIA E SENEGAL

Tra giugno e settembre quasi 560.000 persone in Mauritania e 340.000 in Senegal entreranno nello stadio di insicurezza alimentare critica (fasi 3 e 4 del ranking internazionale). In Mauritania, quest’anno le stime danno a oltre 31.000 i ragazzi e le ragazze in stato di grave malnutrizione: +40% rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

SAHEL: NEL 2019 QUASI 11 MILIONI DI PERSONE SOFFRIRANNO LA FAME

La crisi alimentare che di solito si verifica nella regione subsahariana tra giugno e settembre, quest’anno metterà 10,8 milioni di persone a rischio di fame.

CICLONE IDAI: LA RISPOSTA DI AZIONE CONTRO LA FAME IN MOZAMBICO E ZIMBABWE

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