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I top chef in campo contro il consumo di acqua contaminata in Africa

Carlo Cracco, Claudio Sadler, Cristina Bowerman, Cesare Battisti, Tommaso Arrigoni, Elio Sironi, Giancarlo Morelli e Stefano Callegaro, vincitore di MasterChef 4. Sono alcuni tra gli chef più amati dal grande pubblico che hanno aderito all’iniziativa “Water of Africa”.

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Il Presidente del Parlamento Europeo Sassoli: "in milioni costretti a bere acqua contaminata"

 “Nessuno di noi berrebbe quest’acqua, nessuno di noi darebbe ai nostri figli questa bottiglietta. Eppure, in Africa, milioni di persone e di bambini sono costretti a farlo. L’acqua in alcune parti del mondo continua ad essere ancora il bene più prezioso”. 

Inizia così il messaggio inviato dal presidente Parlamento europeo, David Sassoli, per commentare l’iniziativa “Water of Africa” partita il 22 marzo in occasione della Giornata mondiale dell’acqua con il patrocinio di Regione Lombardia.

Una "Candid" per denunciare il legame tra acqua contaminata e malnutrizione infantile

È contaminata: può contenere batteri, parassiti e virus. È l’acqua che mai nessuno si azzarderebbe neanche a sorseggiare. Eppure, nell’Africa Subsahariana 319 milioni di persone, ogni giorno, non hanno un’alternativa.

L'agroecologia per liberare il mondo dalla stretta della malnutrizione

Le popolazioni vulnerabili sono esposte all'insicurezza alimentare: secondo Azione contro la Fame, occorre tracciare una strategia di sviluppo sostenibile di lungo termine e a misura d’uomo. Il caso africano

Le conseguenze dei cambiamenti climatici sono sempre più visibili e minacciano, ogni giorno, sempre più persone: siccità, inondazioni, tempeste sono in costante aumento e colpiscono più duramente le popolazioni già vulnerabili.

Giornata Mondiale dei Rifugiati: quando l'emergenza dura 17 anni

Oggi ognuno dei 68,5 milioni di sfollati nel mondo trascorre in media 17 anni in campi o presso comunità ospitanti, e questo principalmente a causa dell'incertezza che caratterizza conflitti come quelli del Sud Sudan, dell'Afghanistan o della

MOZAMBICO 2 MESI DOPO IL CICLONE IDAI: IL COLERA CONTINUA A COLPIRE

Sono trascorsi oltre due mesi da quando il ciclone Idai ha colpito duramente il Mozambico: il bilancio è salito a oltre 1000 vittime e migliaia di persone sono ancora sfollate a causa delle inondazioni che hanno coperto l’80% della città di Beira. Effetto collaterale ma diretto è stata un’epidemia di colera che, propagatasi rapidamente, ha colpito più di 4.000 persone. Il team di emergenza di Azione contro la Fame continua il suo intervento sul campo fornendo assistenza alle popolazioni più vulnerabili.

Guerra e fame: l'appello di Azione contro la Fame all'ONU

Azione contro la Fame ha rinnovato ieri a New York la richiesta alle Nazioni Unite di implementare quanto contenuto nella risoluzione 2417, che condanna sia l'uso della fame come arma di guerra che i divieti illegittimi che spesso impediscono l’accesso umanitario ai civili che necessitano di aiuti. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU giusto un anno fa ha approvato all'unanimità questa storica risoluzione, ma conflitti e guerre rimangono ancora la principale causa di fame acuta in tutto il mondo.

CICLONE IDAI: LA RISPOSTA DI AZIONE CONTRO LA FAME IN MOZAMBICO E ZIMBABWE

Aggiornamenti dal campo

CICLONE IDAI IN MOZAMBICO, DOPO IL DISASTRO È EMERGENZA COLERA

Gambia: i cambiamenti climatici aumentano la fame

La produzione agricola di quest’anno è stata  del 35% inferiore alla media degli ultimi cinque anni a causa di siccità, inondazioni  e venti impetuosi che colpiscono il Paese. Tre bambini su quattro soffrono di anemia.

Abbiamo cominciato a lavorare nel Paese con un intervento integrato di nutrizione, salute, acqua e mezzi di sussistenza.

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