Dal 2005 lavoriamo per l'autonomia alimentare della Striscia coltivando pomodori, cetrioli e melanzane. Scopri come interveniamo e unisciti a noi.
Unisciti a noiI conflitti armati sono il principale motore della fame nel mondo. In molti casi la fame non è un effetto collaterale: è una scelta deliberata. Campi distrutti, serre rase al suolo, pozzi avvelenati, aiuti bloccati ai confini.
Interveniamo durante i conflitti con un approccio che integra salvataggio delle vite ed emancipazione a lungo termine. Perché la fame non aspetta la fine delle ostilità.
Distribuiamo sementi e attrezzature, riabilitiamo serre e orti familiari anche durante i conflitti attivi. A Gaza lo facciamo dal 2005.
Scopri di piùGarantiamo accesso all'acqua potabile nelle zone di conflitto, anche quando le infrastrutture idriche vengono distrutte o bloccate.
Scopri di piùCuriamo i bambini malnutriti seguendo protocolli d'emergenza costruiti in anni di esperienza. In contesti più difficili, ogni ora conta.
Scopri di piùGli abitanti di Gaza possiedono una solida tradizione agricola. Per Azione Contro la Fame, promuovere l'autonomia significa restituire alla popolazione il controllo sulle proprie risorse alimentari. Non si tratta solo di assistenza, ma di garantire il diritto fondamentale di produrre il proprio cibo.
Il nostro impegno mira a spezzare il ciclo della dipendenza attraverso investimenti costanti nelle competenze e nelle infrastrutture locali. Perché sconfiggere la fame a Gaza è possibile attraverso la creazione di sistemi produttivi capaci di resistere nel tempo.
La Striscia di Gaza è precipitata in una crisi umanitaria senza precedenti, trasformando l'accesso al cibo e all'acqua in una lotta quotidiana per la sopravvivenza. Azione Contro la Fame ha riadattato immediatamente i propri interventi per rispondere a bisogni massicci in un contesto di estrema insicurezza.
Il nostro mandato resta chiaro: esserci dove il bisogno è più critico. Nonostante le sfide logistiche e la sicurezza precaria, i nostri team continuano a operare per prevenire il collasso nutrizionale della popolazione.
Nel mondo si spende 100 volte di più per fare la guerra che per sconfiggere la fame. Non è un destino inevitabile. È una scelta politica.