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Zimbabwe

GLOBAL HUNGER INDEX
Allarmante
Popolazione
15.6 milioni
Il nostro team
16
Beneficiari
49741

Sin dall’indipendenza nel 1980, lo Zimbabwe ha avuto una situazione politica tesa, un’economia estremamente instabile – con emissione di cartamoneta per miliardi di dollari e tassi di inflazione altissimi – ed è stato colpito molto duramente dalla diffusione di HIV e AIDS

I problemi politici e quelli economici hanno causato profonde sofferenze agli abitanti del Paese: molti di loro non hanno accesso al cibo e all’acqua, all’istruzione né ai servizi sanitari.

Di recente il governo ha introdotto alcune iniziative che stanno mettendo lo Zimbawe sulla strada della ricostruzione. Fra queste c’è l’adozione di un sistema monetario multi-valuta (oggi nel Paese circolano 8 diverse monete). L’eliminazione delle sanzioni UE e le migliorate capacità dei governi locali e di quello nazionale, hanno portato progressi significativi nel settore sanitario e nel sistema di produzione alimentare, che hanno migliorato significativamente la vita di molti abitanti.

La siccità causata da El Niño nel 2016-17 ha colpito lo Zimbabwe, danneggiando gravemente la sicurezza alimentare, l’accesso all’acqua e lo stato nutrizionale della popolazione. 

A febbraio 2016 è stato dichiarato lo stato di emergenza e nel primo trimestre si stima che 2,8 milioni di persone siano state colpite dall’insicurezza alimentare. La malnutrizione cronica tra i bambini sotto i cinque anni ora si attesta al 32%. All’inizio del 2017, il paese è stato colpito da El Niño, con conseguenti inondazioni in alcune aree, un deterioramento dei mezzi di sostentamento delle comunità e la distruzione delle loro proprietà.

Nel 2017, abbiamo istituito programmi integrati di nutrizione e acqua, anità e igiene per sostenere le persone colpite dalla siccità dopo El Niño. Abbiamo fornito accesso ad cqua pulita e a trattamenti della malnutrizione acuta e formato operatori sanitari. Un ulteriore obiettivo è stato migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale della popolazione attraverso la distribuzione di buoni alimentari e la protezione dei loro mezzi di sostentamento. 

Inoltre, il nostro progetto di ricerca “Cultivate Africa”, che mira a ridurre la contaminazione dei chicchi di mais dall’aflatossina e dall’esposizione delle persone ad esso, ha messo in luce migliori pratiche nella gestione dei raccolti e una migliore efficacia della tecnologia ermetica per contrastare l’aflatossina nel mais. 

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