news

Mali: sfollati a causa della violenza, aggravano la crisi alimentare nelle regione

I nuovi scontri tra gruppi armati non statali nel nord del Mali, che hanno provocato più di 70 morti alla fine di aprile, hanno portato a massicci spostamenti di popolazione nella regione sud-occidentale del Niger. La violenza sta aggravando la competizione per l'accesso e il controllo delle risorse naturali, già scarse durante la "stagione della fame" tra giugno e settembre.

La storia di Maria Josefina Roque

María Josefina Roque, 30 anni, è una donna indigena, appartenente al gruppo etnico Maya Chortí. Maria è riuscita a superare le barriere del maschilismo e dell’analfabetismo prevalenti tra i membri della sua comunità, La Ceiba Talquezal, nel dipartimento Chiquimula (Guatemala) e a imporsi come donna indipendente, madre single e gran lavoratrice.

Dopo che il marito l’ha abbandonata con i loro 4 figli, Maria ha deciso di imparare a leggere e scrivere, per poi essere eletta segretaria della Banca delle Sementi della sua regione.

In Senegal affrontare la malnutrizione è un lavoro di squadra

Nonostante sia una delle economie più stabili dell'Africa occidentale, il Senegal continua a soffrire di alti tassi di povertà, disoccupazione e alti tassi di mortalità materna e infantile, malaria e altre malattie. Azione contro la Fame ha ampliato i suoi programmi e le sue attività al di fuori della capitale del paese, Dakar, e recentemente abbiamo lanciato nuove iniziative nella regione nord-orientale di Matam, dove i nostri team si concentrano sull'aiuto alle mamme, alle future mamme e ai loro figli affinché crescano forti e sani. 

Guatemala: dove la malnutrizione cronica colpisce un bambino su due

Il Guatemala è tornato sulle pagine di cronaca per la devastante eruzione del Volcan de Fuego del 3 luglio 2018, che ha causato la morte di 113 persone, oltre 300 dispersi e 3000 sfollati.

La tragedia si è abbattuta su un Paese che vive in difficoltà da decenni, vittima della siccità, dove il tasso di malnutrizione cronica è il più alto dell'America Latina – si attesta al 49% – e uno dei più alti al mondo. In alcune zone rurali, in particolare nel Dipartimento di Chiquimula, raggiunge anche l'80%.

La demolizione di Khan al Ahmar è contraria al diritto umanitario internazionale

Le operazioni del governo israeliano rappresentano una violazione del diritto internazionale.

I 181 residenti di Khan Al Ahmar hanno dovuto affrontare per anni frequenti incursioni militari, demolizioni e confisca delle proprietà della comunità nel tentativo di costringerli a trasferirsi. Le autorità israeliane stanno progettando di trasferire gli abitanti di Khan Al Ahmar in un'area vicino a una discarica di Jabal West, un luogo che i residenti di Khan al-Ahmar rifiutano categoricamente.

10 fatti sul rapporto tra fame e guerra

Scappare per sopravvivere è una reazione primaria dell’essere umano davanti alla violenza. Spesso per queste persone scappare significa andare via all’improvviso, con i vestiti indosso e nient’altro, abbandonando le proprie case e le proprie fonti di reddito. Quando riescono arrivare ad un campo profughi dipendono dell’aiuto umanitario per sopravvivere.

Tante volte finiscono in luoghi senza accesso ad acqua sicura e con condizioni igieniche precarie dove è facile che si propaghino malattie ed epidemie. 

Yemen: Appello 15 ONG al Presidente Macron alla vigilia della conferenza umanitaria di Parigi

15 organizzazioni umanitarie hanno esortato Emmanuel Macron e il governo francese a utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per fare pressione sui loro alleati, tra cui l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, per minimizzare i danni ai civili durante l' attacco alla città di Hodeidah, sede del porto più importante dello Yemen. La conferenza umanitaria internazionale sullo Yemen organizzata a Parigi mercoledì 27 giugno sarà utile solo se contribuirà a prevenire questo nuovo disastro umanitario e migliorare la protezione dei civili in tutto lo Yemen, affermano le ONG

Dai rifiuti, il riscatto: la storia di Sameera

Il conflitto in Siria ha costretto 5,6 milioni di persone a fuggire come rifugiati, mentre altri 6,6 milioni sono stati sfollati con la forza all'interno del Paese.

Sameera aveva una vita comoda in Siria, con suo marito e i loro due figli. Allo scoppio della guerra, sono fuggiti in Giordania con nient'altro che i vestiti che indossavano. Si considera fortunata, Sameera, dicendo: "Siamo sfuggiti alla morte".

Giornata mondiale del Rifugiato

La Giornata Mondiale del Rifugiato viene celebrata ogni 20 giugno, per commemorare tutte le persone che sono state costrette a fuggire dalle loro case. Secondo i dati dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati sono 66 milioni gli sfollati forzati nel mondo. Oltre a questa cifra, ci sono altri dati che vale la pena ribadire in questo giorno:

Aumenta il numero dei rifugiati, aumentano i numeri della fame nel mondo

Non è un caso che, nello stesso momento in cui la fame tornava a crescere per la prima volta negli ultimi decenni, il numero di rifugiati e sfollati nel mondo è salito a 66 milioni di persone. Una delle forme di fame che le guerre portano è infatti legata ai massicci spostamenti di persone in fuga dalla violenza. Insieme alla loro casa, abbandonano il loro mezzi di sostentamento, diventando completamente dipendenti dalla solidarietà delle popolazioni ospitanti o, se riescono a raggiungere un campo profughi e ottenere lo status di rifugiati, dagli aiuti internazionali.

Pagine

Abbonamento a RSS - news
"