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Territori Palestinesi Occupati, 53 ONG internazionali avvertono: le misure di registrazione di Israele ostacolano l’azione umanitaria

07/01/2026
Le organizzazioni umanitarie internazionali che operano nei Territori Palestinesi Occupati avvertono che le recenti misure di registrazione adottate da Israele rischiano di fermare le operazioni delle ONG internazionali. Questo avviene in un momento in cui i civili affrontano bisogni umanitari acuti e diffusi, nonostante il cessate il fuoco a Gaza.

Il 30 dicembre 2025, 37 ONG internazionali hanno ricevuto una notifica ufficiale dalle autorità israeliane che annunciava la scadenza, il 31 dicembre 2025, della registrazione necessaria per operare a Gaza e nei Territori Palestinesi Occupati, inclusa Gerusalemme Est. La notifica ha fatto scattare un periodo di 60 giorni, al termine del quale le ONG internazionali sarebbero tenute a interrompere le proprie operazioni.

La registrazione è una procedura amministrativa obbligatoria gestita dalle autorità israeliane. Consente alle ONG internazionali di operare legalmente, ottenere visti e permessi per il personale e importare aiuti e materiali essenziali. In assenza di una registrazione valida, le organizzazioni non possono continuare a fornire assistenza umanitaria nei Territori Palestinesi Occupati.

Gaza acqua potabile

Il ruolo indispensabile delle ONG internazionali nella risposta umanitaria

Le ONG internazionali sono parte integrante della risposta umanitaria, lavorando in partenariato con le Nazioni Unite e con le organizzazioni della società civile palestinese per fornire assistenza salvavita su larga scala. Le Nazioni Unite, il Team Umanitario Paese e i governi donatori hanno ripetutamente affermato che le ONG internazionali sono indispensabili per le operazioni umanitarie e di sviluppo e hanno esortato Israele a invertire la rotta.

Sebbene la situazione sia complessa, in Azione Contro la Fame ci stiamo preparando da tempo a diversi scenari possibili. La nostra priorità resta il benessere e la stabilità del nostro personale nei Territori Palestinesi Occupati, così come la continuità delle nostre operazioni. Azione Contro la Fame opera in Cisgiordania dal 2002 e a Gaza dal 2005, e ribadiamo il nostro impegno a continuare a sostenere le persone che hanno bisogno e meritano assistenza umanitaria.

Bisogni umanitari estremi a Gaza e in Cisgiordania

Nonostante il cessate il fuoco, i bisogni umanitari restano estremi. A Gaza, una famiglia su quattro sopravvive con un solo pasto al giorno. Le tempeste invernali hanno sfollato decine di migliaia di persone, lasciando 1,3 milioni di persone in urgente bisogno di alloggio.

Le ONG internazionali forniscono più della metà di tutta l’assistenza alimentare a Gaza, gestiscono o sostengono il 60 per cento degli ospedali da campo, implementano quasi tre quarti delle attività di alloggio e di beni non alimentari e forniscono tutti i trattamenti per i bambini con malnutrizione acuta grave.

La loro rimozione comporterebbe la chiusura di strutture sanitarie, l’interruzione delle distribuzioni alimentari, il collasso delle catene di approvvigionamento per gli alloggi e l’interruzione di cure salvavita.

In Cisgiordania, i continui raid militari e la violenza dei coloni continuano a provocare sfollamenti. Ulteriori restrizioni alle ONG internazionali ridurrebbero drasticamente la portata e la continuità dell’assistenza salvavita in un momento critico.

L'impatto della deregistrazione delle ong internazionali

I recenti tentativi di valutare l’impatto della deregistrazione delle ONG internazionali attraverso metriche selettive non colgono come l’assistenza umanitaria venga effettivamente fornita nella pratica. L’accesso umanitario deve essere misurato in base al fatto che i civili ricevano l’assistenza giusta, nel luogo giusto, al momento giusto.

Le ONG internazionali operano nell’ambito di rigorosi quadri di conformità imposti dai donatori, inclusi audit, controlli sul finanziamento del terrorismo e requisiti di due diligence che soddisfano gli standard internazionali. Più di 500 operatori umanitari sono stati uccisi dal 7 ottobre 2023.

Le ONG internazionali non possono trasferire dati personali sensibili a una parte in conflitto, poiché ciò violerebbe i principi umanitari, il dovere di tutela e gli obblighi di protezione dei dati. Narrazioni false delegittimano le organizzazioni umanitarie, mettono in pericolo il personale e compromettono la fornitura dell’assistenza.

Una scelta politica con conseguenze prevedibili

Non si tratta di una questione tecnica o amministrativa, ma di una scelta politica deliberata con conseguenze prevedibili. Se si consentirà alle registrazioni di scadere, il governo israeliano ostacolerà l’assistenza umanitaria su larga scala.

L’accesso umanitario non è facoltativo, condizionale o politico. È un obbligo legale ai sensi del diritto internazionale umanitario. Questa decisione creerebbe inoltre un pericoloso precedente, estendendo l’autorità israeliana sulle operazioni umanitarie nel Territorio Palestinese Occupato, in contrasto con il quadro giuridico internazionalmente riconosciuto e con il ruolo dell’Autorità Palestinese.

Appello alla comunità internazionale da parte delle ONG internazionali

Chiediamo al Governo di Israele di interrompere immediatamente i procedimenti di deregistrazione e di revocare le misure che ostacolano l’assistenza umanitaria. Esortiamo i governi donatori a utilizzare tutta la leva disponibile per garantire la sospensione e l’inversione di queste azioni.

Le operazioni umanitarie indipendenti devono essere protette affinché i civili possano ricevere l’assistenza di cui hanno urgentemente bisogno.

Note

  • Il ruolo delle ONG è insostituibile in tutti i settori umanitari:
    • Sanità: gestiscono o sostengono circa il 60% degli ospedali da campo a Gaza. La deregistrazione comporterebbe la chiusura immediata di circa una struttura sanitaria su tre.
    • Sicurezza alimentare: nel 2024 hanno fornito più della metà di tutta l’assistenza alimentare, inclusa la maggioranza dei punti di distribuzione di pasti caldi.
    • Alloggi: hanno implementato quasi tre quarti di tutte le attività legate agli alloggi e ai beni non alimentari. 
    • Acqua e servizi igienico-sanitari:  forniscono il 42% di tutti i servizi WASH (acqua, servizi igienico-sanitari e igiene), inclusa la prevenzione e la risposta alle epidemie di diarrea.
    • Nutrizione: sostengono tutti e cinque i centri di stabilizzazione che trattano bambini con malnutrizione acuta grave, rappresentando il 100% della capacità di trattamento a Gaza.
    • Azione contro le mine: forniscono più della metà di tutti i finanziamenti per la bonifica dai residuati esplosivi. 
    • Istruzione: gestiscono o sostengono circa il 30% delle attività di istruzione d’emergenza, che già raggiungono solo una parte limitata della popolazione in età scolare.
  • Le organizzazioni umanitarie non possono trasferire dati personali sensibili del personale nazionale o delle loro famiglie. Ciò è coerente con i principi umanitari, gli obblighi di dovere di tutela e gli standard globali di protezione dei dati applicati in tutti i contesti.
  • Le restrizioni alle ONG incidono inoltre direttamente sulle organizzazioni partner palestinesi e israeliane, compromettendo la capacità di risposta locale, interrompendo i flussi di finanziamento e indebolendo l’erogazione di servizi basati sulla comunità in tutti i settori.
  • Le ONG sono legalmente autorizzate a operare e restano impegnate a fornire assistenza umanitaria attraverso i sistemi di coordinamento delle Nazioni Unite e le partnership locali, continuando al contempo a chiedere la rimozione delle misure che ostacolano la consegna degli aiuti.
  • Le operazioni umanitarie indipendenti devono essere protette affinché i civili possano ricevere l’assistenza di cui hanno urgentemente bisogno.

Firmatari

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