Nel Sud del Madagascar sappiamo già cosa sta per succedere. Le previsioni legate a El Niño parlano di meno piogge e temperature più alte nei prossimi mesi. E colpiranno una regione dove oltre 2,5 milioni di persone vivono già in insicurezza alimentare acuta. Entro aprile 2027 più di 500.000 bambini sotto i cinque anni rischiano la malnutrizione acuta.
Saperlo in anticipo cambia tutto, perché ci permette di muoverci prima e prevenire la fame. È quello che noi di Azione Contro la Fame stiamo facendo in Madagascar: aiutiamo le famiglie più vulnerabili a prepararsi.
Cosa sta succedendo nel Sud del Madagascar
Il Grande Sud del Madagascar sta vivendo una siccità grave e persistente. La stagione agricola 2025-2026 è andata quasi completamente persa. Per questo la stagione di magra, il periodo tra un raccolto e l’altro in cui le scorte di cibo si esauriscono, è arrivata prima del solito e durerà più a lungo.
Le ultime analisi IPC, il sistema internazionale che classifica la gravità delle crisi alimentari, indicano un alto rischio di peggioramento rapido a partire da ottobre 2026. In sei distretti del Grande Sud è prevista la Fase 4, il livello di emergenza.
“Ci aspettiamo di affrontare la crisi peggiore dai tempi del kéré del 2021. I numeri e le stime sono estremamente preoccupanti: entro aprile 2027 più di 500.000 bambini sotto i cinque anni potrebbero soffrire di malnutrizione acuta”.
- Grégoire Brou, Country Director di Azione Contro la Fame in Madagascar
Cos’è El Niño e perché in Madagascar porta la fame
El Niño è un fenomeno climatico che altera piogge e temperature in molte aree del mondo. Nel Sud del Madagascar le previsioni indicano forti deficit di pioggia e un aumento generale delle temperature. Meno pioggia vuol dire raccolti persi, famiglie senza reddito e meno acqua potabile.
Secondo le previsioni climatiche, El Niño si intensificherà nei prossimi mesi e i suoi effetti potrebbero durare fino al 2028. Nell’estremo Sud dell’isola questo può significare diversi raccolti scarsi uno dopo l’altro, con una crisi alimentare che va ben oltre la prossima stagione di magra.
I nostri team prevedono che la stagione di magra di fine 2027 arrivi prima e sia più dura, con il rischio che in alcune zone si raggiunga la Fase 5 IPC, il livello più critico.
20.000 persone si preparano alla stagione di magra
Davanti a queste previsioni, noi di Azione Contro la Fame abbiamo già attivato diversi interventi per aiutare le famiglie a prepararsi.
In questo momento, stiamo aiutando circa 20.000 persone delle famiglie più vulnerabili, soprattutto donne in gravidanza o che allattano e bambini sotto i cinque anni.
L’obiettivo è dare alle famiglie un sostegno prima della prossima stagione di magra. Così possono mettere da parte scorte di cibo e arrivare meno esposte alle sfide che sappiamo già in arrivo.
“Queste famiglie hanno una capacità ormai molto limitata di reggere altri shock. Agire prima che la situazione peggiori protegge vite e impedisce che famiglie già vulnerabilissime perdano gli ultimi mezzi di sussistenza”.
- Grégoire Brou, Country Director di Azione Contro la Fame in Madagascar
La siccità in Africa non aspetta: servono fondi adesso
Prepararsi funziona, ma per farlo servono risorse adesso. Oggi il Piano di Risposta Umanitaria per il Madagascar è coperto solo al 72%, mentre i fondi per gli aiuti internazionali vengono tagliati quasi ovunque. Per questo noi di Azione Contro la Fame chiediamo a donatori e partner finanziamenti anticipati, flessibili e all’altezza dei bisogni.
“C’è ancora tempo per agire. I fondi vanno mobilitati ora per mettere in campo misure preventive e limitare le conseguenze degli shock previsti. Mentre questa nuova crisi si avvicina, è essenziale mantenere gli interventi nutrizionali salvavita per proteggere le comunità e i loro mezzi di sussistenza”.
- Grégoire Brou, Country Director di Azione Contro la Fame in Madagascar
Anche tu puoi fare la tua parte. Ogni intervento fatto prima della crisi è una famiglia che arriva alla stagione di magra con qualcosa da mangiare.
