Acqua e Igiene nei progetti contro la fame in Sud Sudan | Azione contro la Fame
Acqua pulita e pratiche igieniche corrette sono fondamentali nella lotta alla malnutrizione
Foto: ACF-South Sudan, T. Frank.

Acqua e Igiene nei progetti contro la fame in Sud Sudan

ACF lavora da 20 anni nel territorio dove si trova adesso il Sud Sudan e nonostante l'incerta situazione politica, continua ad essere presente nella capitale Juba e nelle zone di Warrap e del Bahr el Ghazal del Nord con programmi di nutrizione, sicurezza alimentare ed accesso ai servizi igienici e sanitari.

Il Sud Sudan, giovane nazione nata nel 2011 dopo l'indipendenza dal Sudan, sta fronteggiando una delle crisi alimentari più gravi del pianeta, anche a causa del conflitto civile di stampo etnico fra le forze governative del presidente Kiir e quelle dell'ex vicepresidente Machar.

Uno degli interventi di Azione contro la Fame è quello messo in atto a Juba, dove da Aprile dell'anno scorso si sono riscontrati i primi casi di colera, successivamente trasformatisi in un primo focolaio di epidemia a Maggio. ACF ha portato avanti sessioni di promozione dell'igiene per far capire alla popolazione locale come evitare di contrarre questa malattia; negli slums della capitale sono inoltre stati distribuiti kit igienici ed acqua pulita. Il colera infatti viene facilitato da condizioni igieniche precarie e le baracche dislocate in ogni pezzo di terra disponibile, senza condutture idriche né servizi igienici, costituiscono un terreno favorevole alla diffusione della malattia. Le malattie legate all’acqua sono anche una concausa primaria di malnutrizione acuta grave: la diarrea, ad esempio, non consente alle sostanze nutritive del cibo di essere assorbite, provoca inappetenza e debilita il sistema immunitario. La combinazione di malattie e di un alimentazione inadeguata o insufficiente conducono, nei casi più gravi di malnutrizione acuta, alla morte.

Per purificare e disinfettare l'acqua contaminata a Juba, ACF ha distribuito anche un prodotto per il trattamento dell'acqua chiamato PUR.

Nick Radin, coordinatore dei progetti di Acqua e Igiene, quando è stato sul posto ha avuto il piacere di incontrare una donna, di nome Alloya, che aveva molto apprezzato questo prodotto, come anche i contenitori per l'acqua ed il sapone. Alloya, che abita in una casa con 4 bambini ed altri 15 parenti, è stata perfettamente in grado di mostrare come si usa il PUR, specificando che occorre aspettare 10 minuti prima di bere l'acqua, in modo da dare il tempo necessario al prodotto di agire. Alloya ha poi spiegato come anche le abitudini della gente siano cambiate: ora, infatti, le persone si lavano le mani dopo aver usato i servizi igienici, e anche le feci dei bambini piccoli vengono gettate nelle latrine e non più all'aria aperta. La donna ha anche rassicurato Nick Radin, dicendo che se la gente continuerà a seguire pratiche igieniche corrette, il colera non tornerà. Anche noi ce lo auguriamo.

La testimonianza di Alloya mostra anche come si sia riusciti non solo a gestire l’urgenza ma anche a lavorare per un obiettivo più a lungo termine, e cioè costruire conoscenze e cultura nella popolazione locale per garantire un livello sufficiente di autonomia nell'uso degli strumenti di lotta alla diffusione delle malattie.

A Juba, inoltre, gli operatori di ACF hanno riparato 3 pozzi che ricevono acqua pulita proveniente da falde acquifere ad una profondità adeguata, e realizzato delle sessioni di formazione alla popolazione locale per far gestire in autonomia la manutenzione dei pozzi.

Durante gli spostamenti fra un luogo di progetto e l'altro, Nick si è trovato a rispondere a domande molto diverse: “Cosa succede se la mancanza di piogge provoca dei raccolti insufficienti?”, ma anche “La gente è in grado di trovare cibo a Londra?”, “Come si sopravvive nel Regno Unito se non hai un lavoro?”, “Lì da voi avete il deserto?” ed altre più o meno simili.

Queste domande ci fanno comprendere le grandi ed immediate difficoltà che gli abitanti del Sud Sudan incontrano per sopravvivere, ma anche la loro curiosità verso il mondo fuori dal loro paese.

Nel solo Sud Sudan, i beneficiari dei programmi di Acqua e Igiene nel 2013 sono stati quasi 200.000, ed oltre 33.000 quelli dei soli progetti nutrizionali.

Le parole di Alloya e i sorrisi dei bambini che bevono acqua pulita e ritornano a mangiare grazie ai progetti ACF sono il motore che spinge tanti operatori umanitari a proseguire nel loro lavoro di lotta contro la fame. 

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