fbpx Cresce la fame nel mondo, obiettivo "ZERO" per il 2030 rischia di saltare | Azione contro la Fame

Cresce la fame nel mondo, obiettivo "ZERO" per il 2030 rischia di saltare

SOFI 2020: per il quarto anno consecutivo la fame cresce in tutto il mondo: l'obiettivo ZERO HUNGER dell'agenda 2030 rischia di saltare.

Il rischio è che il numero di persone affamate aumenti fino al miliardo a causa del COVID19: gli effetti del virus quest’anno rischiano di trascinare verso la fame fino a 132 milioni di persone

Dopo la presentazione del rapporto annuale sullo “Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo” (2020 State of Food Security and Nutrition in the World) da parte della FAO (Agenzia dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura), Azione contro la Fame esprime la sua preoccupazione per il costante aumento del numero di persone affamate: un dato inquietante che il COVID19 aggraverà ulteriormente. Il nuovo rapporto targato FAO dimostra, ancora una volta, che la fame è una piaga tristemente attuale: dopo anni di graduale declino, le cifre relative all'insicurezza alimentare hanno ripreso a crescere a partire dal 2014

Il rischio, come ha evidenziato nel suo ultimo rapporto anche Azione contro la Fame, è che il numero di persone affamate nel mondo aumenti fino ad avvicinarsi al miliardo a causa della pandemia. Gli effetti del virus, siano essi di carattere sanitario o sociale, rischiano infatti di trascinare verso la fame fino a 132 milioni di persone nel 2020. Secondo il SOFI, considerando il totale della popolazione mondiale colpita da insicurezza alimentare moderata o grave, circa due miliardi di persone nel mondo, solo nel 2019, non ha avuto accesso regolare a cibo nutriente e sufficiente. 

Il rapporto Fao ha anche messo in luce i livelli di malnutrizione che riguardano i più piccoli: secondo le più recenti stime, nel 2019, il 21,3% (144 milioni) di bambini di età inferiore ai 5 anni presentavano problemi di crescita, il 6,9% (47 milioni) era sottopeso, il 5,6% (38,3 milioni), invece, sovrappeso.

“Stiamo già assistendo agli effetti della pandemia sui livelli di sicurezza alimentare delle popolazioni nelle numerose regioni di intervento. La situazione globale, senza precedenti, legata alla diffusione di COVID19 ha determinato una riduzione complessiva degli scambi e ha influito sull’accesso ai mezzi di sussistenza da parte dei più vulnerabili - ha dichiarato Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame - Se non si fa nulla, questo rapporto conferma che l'obiettivo ‘Fame Zero’ che la comunità internazionale s’è posta per il 2030, attraverso i suoi obiettivi di sviluppo sostenibile, non sarà raggiunto”. 

Anche nel suo rapporto pubblicato la scorsa settimana, Azione contro la Fame aveva già paventato la minaccia di una crisi alimentare nell’anno in corso, come conseguenza diretta e indiretta della pandemia in Paesi già colpiti da crisi umanitarie. L’organizzazione, nell’occasione, aveva messo evidenziato in che modo il COVID19 avesse peggiorato le disuguaglianze sistemiche, sociali e geografiche e aumentato, notevolmente, la carenza strutturale di alimenti che mette a repentaglio, ogni giorno, l’alimentazione di milioni di persone.

“Mentre le ultime tre relazioni si sono concentrate sulle principali cause della fame, ovvero conflitti, crisi climatiche, disuguaglianze economiche e sociali, il ‘SOFI 2020’ presentato oggi pone all’attenzione di tutti alcune importanti raccomandazioni che mirano a rendere il cibo nutriente, sostenibile e accessibile a tutta la popolazione mondiale attraverso la trasformazione dei sistemi alimentari. Un traguardo che la comunità internazionale deve raggiungere. Occorre agire sulle cause strutturali della fame, altrimenti, anche in ragione degli effetti della pandemia, le conseguenze potrebbero essere drammatiche”, ha concluso Garroni.

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