Sul nostro pianeta c’è cibo a sufficienza per tutti. Eppure, 645 milioni di persone soffrono la fame. È inaccettabile! Per questo, noi di Azione Contro la Fame, da oltre 45 anni, assicuriamo cibo, acqua, salute e formazione. Sviluppiamo soluzioni innovative per salvare la vita ai bambini malnutriti e garantire a ogni persona una vita libera dalla fame.
Con il sostegno di chi ci sceglie ogni giorno, nel 2026 rispondiamo su due fronti: l’emergenza in Venezuela, colpito a giugno da un terremoto devastante, e il percorso verso l’autonomia alimentare delle famiglie italiane più fragili, a Milano, Napoli e Bari.
venezuela
Il contesto
Il 24 giugno 2026, intorno alle 18:00 ora locale, due terremoti consecutivi di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno colpito la regione centro-settentrionale del Venezuela, con epicentro lungo l’asse Yaracuy-Carabobo. Le scosse sono state avvertite in tutto il Paese, causando danni strutturali diffusi, interruzione dei servizi essenziali ed evacuazioni di massa, in particolare nel Distretto Capitale e nello stato di La Guaira.
Un mese dopo il sisma, il bilancio ufficiale parla di oltre 6.500 morti e 200.000 feriti. Sette stati sono stati interessati (Aragua, La Guaira, Distretto Capitale, Falcón, Miranda, Carabobo e Yaracuy), con La Guaira come area più colpita in assoluto, segnata da crolli strutturali estesi e operazioni di ricerca e soccorso ancora in corso.
Le esigenze di alloggio temporaneo continuano a crescere: oltre 24.000 persone restano ospitate in 107 rifugi temporanei allestiti a La Guaira, Distretto Capitale, Miranda e Aragua. Oggi la risposta sta gradualmente passando dalla fase di emergenza immediata al recupero precoce, ma i bisogni restano acuti: accesso limitato a servizi sanitari, insicurezza alimentare e carenze nei servizi idrici, igienico-sanitari e di protezione, che rischiano di aggravare ulteriormente l’impatto umanitario del sisma.
La nostra risposta
Presenti in Venezuela dal 2016, siamo intervenuti fin dalle prime 48 ore dall’emergenza, con un approccio integrato che unisce assistenza salvavita immediata e valutazione continua dei bisogni, in coordinamento con le autorità locali e gli altri attori umanitari. Ad oggi abbiamo raggiunto oltre 10.000 persone a La Guaira, nel Distretto Capitale e a Falcón, dove stiamo rafforzando la nostra presenza operativa per arrivare anche nelle aree più isolate e difficili da raggiungere.
Il nostro intervento si sviluppa su cinque fronti:
- Acqua, igiene e sanità (WASH): abbiamo distribuito oltre 470.000 litri di acqua potabile sicura tramite autobotti, installato 40 latrine portatili, 9 docce temporanee e 13 serbatoi di stoccaggio idrico, oltre a gestire in sicurezza più di 300 m³ di rifiuti solidi. Ora stiamo passando dalla prima risposta di emergenza alla riabilitazione dei sistemi idrici, per garantire un accesso stabile e sicuro all’acqua nel tempo.
- Salute: continuiamo con le cliniche mobili nelle comunità che faticano a raggiungere i servizi sanitari, e rafforziamo i centri sanitari locali con interventi di riabilitazione, fornitura di medicinali e attrezzature e formazione del personale.
- Nutrizione: stiamo ampliando lo screening e la ricerca attiva dei bambini malnutriti nelle comunità, insieme a spazi dedicati a mamme e neonati e alla protezione dell’allattamento, rafforzando i programmi nutrizionali anche a Falcón.
- Mezzi di sussistenza: stiamo completando l’analisi dell’impatto del terremoto sui redditi delle famiglie, per costruire interventi di recupero che le aiutino a ricostruire le proprie fonti di sostentamento.
- Protezione e genere: un tema che attraversa ogni intervento. Garantiamo un accesso sicuro e dignitoso ai servizi, meccanismi per segnalare abusi o violenze e un’attenzione particolare ai gruppi più vulnerabili, tenendo conto di genere, età e disabilità.
Continuiamo ad ampliare la nostra risposta nelle aree più colpite e più difficili da raggiungere, per accompagnare le famiglie venezuelane dall’emergenza verso una ripresa stabile.
Italia
Il contesto
Anche in Italia la povertà non è un dato astratto, ma una realtà che colpisce milioni di famiglie. Oggi 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, tra cui 1,3 milioni di minori, mentre oltre 8,5 milioni di persone si trovano in povertà relativa (14,5% della popolazione – dati ISTAT 2025).
Gli interventi prevalenti restano emergenziali – distribuzione di pacchi alimentari con cibi non deperibili – e non sempre garantiscono nutrienti freschi ed essenziali. Inoltre, il sostegno economico, pur fondamentale, spesso non favorisce inclusione sociale né autonomia, lasciando le famiglie intrappolate in strategie di sopravvivenza che compromettono salute, opportunità lavorative e qualità della vita. In questo scenario, il rischio di insicurezza alimentare continua a crescere anche in un Paese ad alto reddito come l’Italia.
La nostra risposta
Per Azione contro la Fame la povertà non è solo mancanza di reddito, ma una trappola sociale da cui vogliamo aiutare le famiglie a uscire. Con il programma “Mai più Fame: dall’emergenza all’autonomia”, attivo dal 2022 a Milano (quartieri Gallaratese e Sud Milano), Napoli (Forcella e Quartieri Spagnoli) e Bari accompagniamo le famiglie più vulnerabili lungo un percorso di quattro mesi che integra:
- Sostegno immediato: contributi economici per l’acquisto di cibo fresco e sano, così da garantire subito un’alimentazione dignitosa.
- Educazione alimentare: workshop e consulenze con nutrizionisti, che aiutano le famiglie ad adottare abitudini più sane e sostenibili.
- Inclusione sociale e lavorativa: percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro per favorire autonomia economica e riattivazione sociale.
I risultati confermano l’efficacia dell’approccio: molte persone hanno trovato un’occupazione, avviato attività autonome o scelto di tornare a studiare. Il nostro obiettivo per il futuro è consolidare e ampliare questo modello, dimostrando che è possibile andare oltre l’assistenza emergenziale: restituire dignità, autonomia e stabilità significa rompere il ciclo della povertà e garantire il diritto al cibo anche in Italia.
