Un operatore di Azione Contro la Fame distribuisce acqua potabile a famiglie sfollate in Niger, colpite dalla crisi alimentareUn operatore di Azione Contro la Fame distribuisce acqua potabile a famiglie sfollate in Niger, colpite dalla crisi alimentare

Crisi alimentare in Niger: la Stagione della Fame aggravata dalla guerra in Medio Oriente

31/07/2026

In Niger, tra giugno e settembre, la mancanza di piogge impedisce di coltivare e le scorte del raccolto precedente si esauriscono, mentre i prezzi dei beni alimentari salgono vertiginosamente. Quest'anno, la crisi alimentare che si ripete ogni anno nel Paese è aggravata da un fattore nuovo: le tensioni nello Stretto di Hormuz, che stanno facendo impennare i costi di trasporto verso uno dei Paesi più poveri e privi di sbocchi sul mare dell'Africa occidentale.

Perché il Niger è tra i Paesi più esposti alla crisi alimentare

Il Niger è uno dei Paesi più poveri al mondo, e la sua economia si basa per l’80% su agricoltura di sussistenza e allevamento. Quando la stagione secca si allunga o le piogge arrivano in ritardo, per milioni di famiglie non esiste un piano alternativo: il raccolto mancato o gli animali persi significano, nell’immediato, meno cibo sulla tavola.

A questa fragilità strutturale si aggiungono altri due fattori che il Paese affronta da anni: la persistente insicurezza legata ai conflitti, che compromette l’accesso ai pascoli e la sicurezza del bestiame nelle comunità pastorali, e le frequenti epidemie e inondazioni, che colpiscono un sistema sanitario e infrastrutturale già sotto pressione. Chi perde il bestiame perde contemporaneamente la principale fonte di reddito e una delle poche riserve alimentari su cui contare nei mesi più difficili.

La Stagione della Fame e il nuovo fattore Hormuz

Ogni anno, tra giugno e settembre, il Sahel attraversa quella che viene chiamata la “Stagione della Fame“,  il periodo critico in cui le scorte del raccolto precedente si esauriscono prima che il nuovo raccolto sia disponibile. Le famiglie riducono la quantità e la qualità dei pasti, vendono il bestiame e si indebitano solo per continuare a mangiare.

Quest’anno la situazione è aggravata da un elemento che non ha nulla a che fare con il clima o l’agricoltura locale: le tensioni lungo lo Stretto di Hormuz, un’arteria commerciale attraverso cui transita il 25% del petrolio mondiale e il 30% dei fertilizzanti. L’instabilità in quest’area sta facendo salire in modo drastico i costi di trasporto dei beni alimentari di base, colpendo in particolare i Paesi senza sbocco sul mare come il Niger, il Mali e il Ciad, che dipendono da lunghe rotte commerciali per rifornirsi proprio nei mesi in cui le riserve delle famiglie sono già al minimo. Nel medio periodo, anche la disponibilità e il costo dei fertilizzanti sono destinati a incidere sulle rese dei raccolti di riso e mais, rendendo più lenta la ripresa dopo la Stagione della Fame.

"Le tensioni nello Stretto di Hormuz potrebbero tradursi in più piatti vuoti nel Sahel durante la stagione di magra. La regione affronta un vero tsunami economico, per l'aumento dei prezzi unito alla scarsità di finanziamenti internazionali"

I numeri della crisi alimentare in Niger

Crisi alimentare stagione della fame in NIger, baracche nel deserto

I dati aggiornati al 2026 restituiscono la dimensione della crisi:

  • 2,4 milioni di persone in Niger si trovano in una condizione di insicurezza alimentare critica, senza la certezza di poter mangiare ogni giorno.
  • I prezzi di riso e miglio, gli alimenti base della dieta locale, sono saliti del 30% negli ultimi cinque anni.
  • I bambini pagano il prezzo più alto: i tassi di malnutrizione acuta sono in aumento, con conseguenze dirette sulla loro sopravvivenza e sul loro sviluppo.
  • Nonostante la gravità della situazione, il Niger riceve solo il 13% degli aiuti umanitari necessari, la percentuale più bassa tra i Paesi del Sahel monitorati da Azione Contro la Fame (contro il 22% del Sudan e il 16% del Mali).

Questo scarto tra bisogni e finanziamenti non è una semplice statistica: significa che crisi prevedibili, per cui esistono sistemi di allerta precoce e dati affidabili da anni, continuano a essere affrontate in ritardo, trasformandosi in emergenze più gravi e più costose di quanto sarebbe se si intervenisse per tempo.

La risposta di Azione Contro la Fame in Niger

I nostri team di Azione Contro la Fame sono presenti in Niger dal 1997, e collaborano con partner locali come ADESA, Hed-Tamat e ADKOUL su sicurezza alimentare, accesso all’acqua, salute, nutrizione e protezione.

Nel distretto di Tillia, una delle aree più colpite dalla Stagione della Fame, l’organizzazione ha avviato un progetto di assistenza in denaro che distribuisce alle famiglie più vulnerabili una tessera spesa elettronica, utilizzabile per acquistare cibo direttamente presso i fornitori locali. Questo strumento, che nei documenti di progetto viene chiamato KACHE, permette di raggiungere anche le zone più difficili da servire con i canali di aiuto tradizionali, riducendo i tempi di attesa e sostenendo al tempo stesso i mercati locali.

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia che combina risposta immediata e costruzione di resilienza: sostegno ai centri sanitari per la cura della malnutrizione acuta, accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, formazione agricola e programmi dedicati all’autonomia economica delle donne. Nel 2025, i nostri interventi in Niger hanno raggiunto complessivamente 367.235 persone.

Una storia dal campo

A testimoniare cosa significhi concretamente questo tipo di intervento è la storia di Sahara Moussa, vedova da quattro anni, che vive a Say, nella regione di Tillabéri, con i suoi figli.

Grazie a un progetto di assistenza in denaro simile a quello attivo a Tillia. Sahara ha ricevuto un trasferimento che le ha permesso di acquistare viveri per la famiglia, saldare piccoli debiti contratti con amici e conoscenti durante i mesi più difficili, e avviare una piccola attività di vendita di couscous e moringa.

Con una parte di quella somma ha anche acquistato una capra, con l’obiettivo di rivenderla in futuro per rendere più solido il proprio piccolo commercio.

Cosa serve ora

Di fronte a una crisi che si ripete ogni anno in modo prevedibile, agire prima che raggiunga i suoi picchi più gravi resta la strategia più efficace, oltre che quella meno costosa. Sostenere interventi di assistenza in denaro come quello di Tillia significa permettere alle famiglie di rispondere ai propri bisogni più urgenti nel momento in cui si presentano, senza dover attendere l’arrivo di aiuti da lontano.

Il tuo sostegno può fare la differenza per le famiglie del Niger durante la Stagione della Fame. Scopri come aiutare →

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