L’infanzia negata dei bambini a Gaza, intrappolati in una crisi umanitaria
L’annuncio del cessate il fuoco a Gaza ha messo fine a un anno terribile segnato da carestie, sfollamenti e violenza, lasciando il popolo palestinese fortemente provato. Noi di Azione Contro la Fame siamo a Gaza da circa 20 anni e oggi tra le pochissime ONG ancora operative all’interno della Striscia. Il che ci ha permesso di intervenire subito sul posto per verificare le condizioni della popolazione e capire come rispondere in modo tempestivo all’emergenza.
In questa fase ribadiamo la necessità di garanzie, affinché la tregua diventi definitiva. Solo in questo modo infatti è possibile rispondere in modo efficace alle numerose esigenze degli adulti e dei bambini a Gaza.
Quali sono le esigenze umanitarie in primo piano
Siamo di fronte a una crisi umanitaria senza precedenti. In base ai dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite hanno perso la vita più di 47.000 palestinesi, tra cui 17.000 bambini. A queste cifre spaventose si aggiungono quelle dei feriti, altri 107.000, e il numero degli scomparsi ancora in via di definizione.
Gaza è allo stremo. Sono state danneggiate le case e le strade, devastati i terreni coltivati e distrutti gli ospedali, rimasti solo parzialmente funzionanti.
Milioni di famiglie sono vittime da mesi della carestia, molte persone non hanno accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici. I bambini a Gaza giocano tra i cumuli di macerie, senza sapere quando potranno consumare il prossimo pasto, molti di loro non hanno altra scelta che bere acqua non sicura – contaminata da batteri, parassiti e virus – che causa malattie come diarrea, dissenteria e colera, aggravando i già presenti problemi di malnutrizione.
L’impegno di Azione Contro la Fame a Gaza
Noi di Azione Contro la Fame siamo presenti a Gaza da 20 anni. Da ottobre 2023 siamo stati chiamati a compiere uno sforzo enorme per rispondere alle sempre più numerose emergenze e abbiamo aumentato i nostri operatori umanitari sul luogo da 60 a 130.
Questo ci ha permesso di aiutare oltre 1 milione di persone a Gaza e in Cisgiordania attraverso i nostri progetti di contrasto alla fame e alla malnutrizione, di fornitura di acqua pulita e di supporto psicologico.
Nel giro di pochi giorni dal cessate il fuoco siamo riusciti a raggiungere l’area di Gaza settentrionale, prima inaccessibile, dove oggi stanno tornando tanti profughi che erano scappati a causa del conflitto.
I nostri operatori sono stati di supporto alle centinaia di migliaia di sfollati che facevano ritorno, la maggior parte di loro ha trovato macerie dove prima c’erano le loro case, erano arrivati a piedi, dopo aver camminato diverse ore senza cibo e acqua.
Per conto del World Central Kitchen (WCK) abbiamo distribuito 4.500 pacchi alimentari destinati a Gaza.
Già prima del cessate il fuoco avevamo distribuito 10.000 pacchi alimentari alle famiglie di Gaza. I nostri centri di malnutrizione presenti in città lavorano incessantemente per prevenire e curare i casi di malnutrizione dei bambini a Gaza che interessano soprattutto i piccoli di età inferiore ai 5 anni.
La nostra risposta all’emergenza idrica e sanitaria
Per consentire l’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienico sanitari abbiamo schierato delle autocisterne che ci hanno permesso di distribuire 10.000 litri di acqua potabile vicino a Salah ad-Din street e altri 7.000 litri ad Al Rasheed alle famiglie che tornavano verso il nord. A questo si aggiungono i circa 300 metri cubi giornalieri di acqua potabile distribuiti a Gaza.
All’inizio dell’anno avevamo già distribuito 225 kit igienici e messo in programma la distribuzione di altri 800. I kit di pulizia consegnati alle famiglie con bambini a Gaza ospitate presso i rifugi contenevano prodotti disinfettanti, cloro, scope e sacchi per poter pulire gli ambienti.
“Mia sorella trentenne Yasmin è malata di cancro e dovevamo garantire un’igiene minima per non far peggiorare la sua malattia. Quando il conflitto è iniziato abbiamo lasciato casa senza portare nulla, questi materiali ci aiutano molto soprattutto perché la nostra condizione finanziaria non ci permette di acquistarli”.
Omar, un palestinese che ha ricevuto il kit di pulizia di Azione Contro la Fame.
Un membro del nostro staff che chiameremo Farid, per motivi di riservatezza, conosce bene le condizioni in cui versano gli sfollati a Gaza, questo però non gli ha impedito di rimanere scioccato quando è andato a controllare i servizi igienici nell’abitazione in cui viveva una donna incinta insieme a sui marito e a suo figlio.
“Sono andato a cercare la latrina, ma non ho trovato altro che un piccolo secchio. La cosa più difficile è stata scoprire che stavano usando quel secchio per più di uno scopo.”
Per contrastare la diffusione delle epidemie siamo impegnati anche a costruire latrine domestiche, rimuovere i rifiuti e le macerie e ripristinare i collegamenti ai sistemi fognari.
Il lavoro da fare è ancora molto e abbiamo bisogno del tuo aiuto.
Se vuoi aiutarci a restituire il sorriso ai bambini a Gaza, puoi scegliere di sostenere la nostra missione nel modo che preferisci: puoi fare una donazione, acquistare un regalo solidale o scegliere di devolvere il tuo 5×1000 ad Azione Contro la Fame.