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Curare le ferite invisibili della guerra

Quando si pensa all’assistenza alle vittime di un conflitto, la maggior parte delle persone considera una priorità assicurare cibo, acqua pulita, rifugi e servizi sanitari; e fino a tempi abbastanza recenti le organizzazioni umanitarie sono intervenute soprattutto sui bisogni fisici urgenti delle vittime di un conflitto o di un disastro naturale. Ma per alleviare la sofferenza l’intervento umanitario dovrebbe includere l’attenzione alla salute mentale oltre che a quella fisica.

In Kenia sapere è potere, la storia di Pauline

Tutte le madri hanno in comune il desiderio di volere il meglio per i propri bambini. Il percorso per realizzare in pieno il proprio potenziale e i propri sogni comincia senza dubbio con una buona nutrizione – a prescindere da dove siano nati.

Le paure di una mamma in attesa

“Ho paura… di tutto” dice Khounav, 29 anni, mamma e rifugiata siriana. “Ho sempre incubi. È come se fossi incinta per la prima volta. So che può suonare strano, ma qui mi sento persa, come se avessi dimenticato tutto. Ho un bisogno disperato di consigli”.

La vita di Nathiya e della sua famiglia in India

Sua figlia più grande ha 28 mesi e soffre di malnutrizione acuta moderata, quindi Nathiya deve fare molta attenzione a preparare il suo cibo, mentre l’altra sua figlia ha solo sei mesi e viene allattata esclusivamente al seno. Azione contro la Fame sta aiutando la giovane madre a prendersi cura di entrambe le sue figlie.

La storia di Marie Sesay

“Sono una mamma leader, una delle mamme formate da Azione contro la Fame per diffondere la conoscenza delle buone pratiche di alimentazione per i bambini e i neonati tra le mamme e le donne della mia comunità” ci dice subito Marie Sesay, 76 anni. Marie, conosciuta da tutti come Mama Marie, vive nella comunità Sunshine, in una valle a ovest di Freetown, in Sierra Leone. Ha 4 figli, 18 nipoti e 2 pronipoti, ma questi non vivono con lei. Inoltre si prende cura di altri 5 bambini orfani o abbandonati, dai 13 anni ai 9 mesi.

I progetti per mamme e bambini in Mauritania

Scarsità di piogge, gravi mancanze nella produzione agricola e difficoltà di accedere a scorte alimentari di base hanno fatto schizzare il tasso di malnutrizione del Guidimakha, in Mauritania, alle stelle. Per molte mamme, sopravvivere è una lotta quotidiana. In collaborazione con il Dipartimento per lo Sviluppo Internazionale UK (DFID) e la Direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile (ECHO) dell’Unione Europea, stiamo aiutando le mamme della regione a contrastare la malnutrizione.

“Anche un solo bambino può fare la differenza”

Il 25 aprile 2015 un terribile sisma di magnitudo 7.8 ha sconvolto il Nepal provocando più di 8.000 vittime. Azione contro la Fame, che lavora nel Paese dal 2011, ha da subito messo in campo progetti per far fronte all’emergenza.

2016-2025, dieci anni per agire sulla nutrizione

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito che il decennio dal 2016 al 2025 sarà dedicato all’azione sulla nutrizione, ponendo solide basi per combattere la malnutrizione infantile e mettere la parola fine alla fame nel mondo una volta per tutte. 

“Abbiamo accolto molto positivamente la decisione delle Nazioni Unite, insieme alle altre organizzazioni che hanno preso un impegno alla seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione, che si è tenuta a Roma nel 2014” ha commentato Glen Tarman, Advocacy Director di Azione contro la Fame. 

In Etiopia si combatte contro El Niño

“Quando vedo i miei bambini in queste condizioni, da padre, posso solo abbassare la testa per la vergogna”. A pronunciare queste parole è Tasou Markou, 27 anni, che vive in Etiopia a S’baji. Per raggiungere il suo villaggio, bisogna attraversare il fiume Tekezé e poi camminare per diverse ore a piedi. Tasou ci accompagna nel viaggio a dorso di mulo mentre ci racconta di suo figlio di sei mesi, che riceve gli aiuti di Azione contro la Fame.

Il buono pasto che fa del bene

Dopo il successo dell’iniziativa in Francia, muove i primi passi anche in Italia il progetto “1 Buono, 1 Dono”, in collaborazione con Day. 

Grazie a questo progetto, i dipendenti delle aziende che usano i buoni pasto Day e aderiscono all’iniziativa possono donare buoni pasto ad Azione contro la Fame, consegnandoli al proprio ufficio del personale il quale a sua volta li invierà ogni tre mesi a Day, che provvederà a donarli in favore dei nostri progetti salvavita. 

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