Il ciclone Gezani ha devastato la costa orientale del Madagascar, provocando una crisi umanitaria che non possiamo ignorare. La città di Toamasina, epicentro del disastro, è stata travolta da venti con raffiche tra i 180 e i 200 km/h, distruggendo case, infrastrutture e servizi essenziali. Oltre 31 vittime e migliaia di persone in fuga dai propri rifugi, costrette a cercare riparo dove possibile.
Ciclone Gezani: il disastro a Toamasina
Il 10 febbraio 2026, Gezani ha colpito con furia la città di Toamasina, spazzando via tutto in pochi minuti. Le strade sono paralizzate dai detriti, i pali elettrici sono stati abbattuti, le linee telefoniche interrotte. La città, che già stava lottando per la sua stabilità, è ora sommersa
“Interi quartieri sono ora sommersi o devastati. Le strade sono ostruite da detriti, pali elettrici sradicati e cavi abbattuti, rendendo gli spostamenti difficili e pericolosi. Le reti elettriche e di comunicazione sono fuori servizio in quasi tutta la regione”.
Rija Randrianarisoa, Responsabile della Risposta alle Emergenze di Azione Contro la Fame a Toamasina.
Eppure, questa è solo la parte visibile della tragedia: i negozi sono chiusi, i mercati vuoti e l’accesso a cibo e acqua potabile è quasi impossibile. La paura di un’ulteriore peggioramento della situazione è tangibile e i prezzi sono destinati a salire, mentre la carenza di beni primari si fa sempre più drammatica.
La situazione in questo momento dopo il passaggio del ciclone Gezani
Oltre a 31 vittime, la situazione ha causato 4 dispersi e 35 feriti secondo la valutazione preliminare pubblicata l’11 febbraio dal Ministero dell’Interno e della Decentralizzazione e dall’Ufficio Nazionale per la Gestione dei Rischi e delle Catastrofi (BNGRC).
Centinaia di migliaia di persone sono senza casa. Molti si sono rifugiati nei centri di accoglienza, ma anche lì la situazione è critica: i servizi igienici sono insufficienti, il sovraffollamento è imminente e i rischi sanitari sono altissimi.
Le operazioni di soccorso sono iniziate immediatamente, ma la scarsità di risorse sta rallentando i tempi. Nonostante il lavoro incessante dei vigili del fuoco e della protezione civile, le risorse logistiche limitate impediscono un intervento rapido ed efficace. Il coordinamento è reso difficile dalla mancanza di energia elettrica e da continui blackout.
Noi di Azione Contro la Fame, presenti nel paese dal 2011, siamo intervenuti subito per dare supporto alla Protezione Civile con generatori e una connessione satellitare per coordinare gli aiuti e strumenti per facilitare la pulizia de detriti.
La risposta umanitaria dopo il ciclone
Mentre la risposta all’emergenza prende forma, le prime operazioni di pulizia e messa in sicurezza sono iniziate all’alba dell’11 febbraio, quando la città era ancora senza elettricità. Vigili del fuoco e protezione civile sono intervenuti immediatamente, con il supporto dell’esercito e della gendarmeria, nonostante risorse logistiche limitate.
Squadre provenienti da Antananarivo (la capitale) hanno raggiunto Toamasina per rafforzare i soccorsi.
Noi di Azione Contro la Fame siamo presenti in Madagascar dal 2011. In questo contesto abbiamo immediatamente fornito strumenti per facilitare la rimozione dei detriti da parte della Protezione Civile e dei vigili del fuoco. Inoltre, ci siamo occupati di garantire supporto logistico al BNGRC, mettendo a disposizione un generatore e una connessione satellitare per assicurare il coordinamento operativo nonostante i blackout e l’instabilità della rete.
I bisogni urgenti della popolazione colpita
I numeri parlano chiaro: oltre 6.800 persone sono senza rifugio, migliaia non hanno cibo e l’accesso all’acqua potabile è praticamente nullo. La popolazione ha urgente bisogno di:
- Rifugi temporanei per migliaia di sfollati
- Accesso all’acqua potabile
- Assistenza sanitaria di base
- Aiuti alimentari e trasferimenti in denaro
- Protezione per le persone vulnerabili
- Rimozione dei detriti e ripristino dei servizi essenziali
Noi di Azione Contro la Fame siamo pronti a intervenire. Nei prossimi giorni distribuiremo kit alimentari e kit igienici nei centri di accoglienza di Toamasina II. Avvieremo anche interventi per la ricostruzione delle abitazioni e la messa in sicurezza, con il supporto della Commissione Europea e dello Start Network. L’obiettivo è ridurre il sovraffollamento e far ripartire le attività scolastiche.
unisciti a noi nella risposta al ciclone Gezani
Questa è una crisi che non possiamo ignorare. Le persone colpite dal ciclone Gezani hanno bisogno di tutto il nostro sostegno. Con una donazione a Azione Contro la Fame, puoi fare la differenza. Potrai contribuire a garantire assistenza immediata e a sostenere la ricostruzione.
Ogni piccolo gesto può cambiare la vita di qualcuno. Ora è il momento di agire!
Aiutaci a fermare la sofferenza, a garantire acqua, cibo, rifugio e salute per chi ha perso tutto.
