Mercoledì 8 aprile 2026, l’esercito israeliano ha condotto circa 130 attacchi aerei simultanei in tutto il Libano in meno di 10 minuti, provocando una grave escalation della violenza. Il numero di morti ha superato i 250, con oltre 1.150 feriti. Le cifre continuano ad aumentare, poiché le operazioni di soccorso sono ancora in corso e i dati sono ancora in fase di verifica.
Gli attacchi hanno colpito città principali, villaggi e interi distretti, tra cui Beirut, Dahieh, Baalbek, Hermel, Aley, Saida, Tiro e il distretto di Nabatieh. Gli ospedali sono sopraffatti dal numero di feriti.
Tutti i nostri team sono al sicuro. Stiamo seguendo da vicino l’evoluzione della situazione e valutando i bisogni per mantenere la nostra risposta, dando priorità assoluta alla sicurezza delle comunità colpite. I bisogni umanitari stanno aumentando rapidamente, ma la capacità di risposta è gravemente limitata dalla mancanza di fondi, dalle restrizioni di accesso, dall’insicurezza e dai danni alle infrastrutture essenziali — come strade e ponti —, a cui si aggiungono le vulnerabilità già esistenti.
A Tiro, gli attacchi aerei del pomeriggio dell’8 aprile hanno causato danni a un edificio situato a meno di 50 metri da tre centri di accoglienza, interessando i rifugi stessi. Le finestre sono andate in frantumi e le porte sono uscite dai cardini, lasciando circa 600 persone sfollate all’aperto, senza alternative abitative disponibili in questo momento.
Le famiglie di tutto il Libano hanno raggiunto un punto critico. Le ostilità devono cessare immediatamente.
Ricordiamo a tutte le parti il loro obbligo di rispettare il diritto internazionale umanitario, incluso l’obbligo legale di proteggere la popolazione civile.
L’Unità di Gestione del Rischio di Catastrofi ha attivato linee dirette per chi cerca persone disperse a Beirut (01-987001/2 e 71-028975) e ha inoltre fornito i recapiti di organizzazioni per la protezione dell’infanzia affinché vengano segnalati eventuali casi di bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie rilevati in questo contesto.
