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Mai più fame: a Milano l'open dayMai più fame: a Milano l'open day

Mai più fame: a Milano l’open day del programma in Italia e gli 11 anni di Ristoranti Contro la Fame

05/05/2026
In Italia 6 milioni di persone vivono in insicurezza alimentare. Il 4 maggio, allo Spazio Indifesa di Milano, abbiamo aperto le porte del programma Mai più fame: dall’emergenza all’autonomia e celebrato gli undici anni di Ristoranti Contro la Fame, che hanno superato il milione di euro raccolti dalla ristorazione italiana.

Nel nostro Paese l’insicurezza alimentare tocca quasi 3 milioni di famiglie, l’11% del totale, pari a circa 6 milioni di persone.  Per noi è inaccettabile. Ed è per questo che abbiamo organizzato Mai più fame: il cambiamento che costruiamo insieme, l’open day che ha riunito allo Spazio Indifesa di via Appennini, nel cuore del Gallaratese a Milano, oltre cento persone tra ristoratori, aziende, istituzioni, partner, donatori e protagoniste dei programmi italiani.

Una giornata costruita su tre piani che si tengono insieme: il racconto del programma Mai più fame: dall’emergenza all’autonomia, attivo a Milano e Napoli; la celebrazione dell’undicesima edizione dell’iniziativa Ristoranti Contro la Fame, che ha superato la soglia simbolica del milione di euro raccolti; e la presentazione del nuovo Comitato Tecnico, organo consultivo che da quest’anno affianca l’iniziativa.

Dall'emergenza all'autonomia: come funziona il programma Mai più fame

Ad aprire la mattinata è stata Giulia Pelucchi, Presidente del Municipio 8 del Comune di Milano, portando lo sguardo del territorio sul Gallaratese, quartiere in cui sorge l’Hub Indifesa gestito da Terre des Hommes. È in questo spazio che convergono i servizi del programma in Italia.

Ilaria Adinolfi, Responsabile del Programma Italia di Azione Contro la Fame, ha illustrato il modello di intervento: si parte dal bisogno immediato e si arriva all’autonomia. Il primo passo è il sostegno alla spesa alimentare: tessere spendibili in supermercati convenzionati e nel social market Solidando di IBVA. Poi arrivano educazione alimentare, formazione professionale e inserimento lavorativo.

Nel 2025 abbiamo affiancato 616 famiglie a Milano e Napoli. Nel 2026 il programma si è esteso anche a Bari.

I cambiamenti che si vedono in tavola

I dati di fine anno raccontano cambiamenti concreti nelle abitudini quotidiane delle famiglie coinvolte. Sono le piccole rivoluzioni domestiche che precedono quelle più grandi: l’acqua al posto delle bibite, lo zucchero che cala, l’etichetta nutrizionale letta prima di mettere un prodotto nel carrello.

Ma il dato più significativo riguarda l’uscita dalla povertà: circa il 60% delle persone coinvolte trova lavoro o riprende un percorso di formazione, soglia che a Milano supera il 70%.

Le nuove abitudini delle famiglie del programma Mai più fame (2025)

Beve più acqua 58,6% Riduzione dello zucchero 57,3% Pasti più vari 48,5% Meno alimenti ultraprocessati 47,7% Legge le etichette nutrizionali 47,5% 0% 70%

Le storie di Chiara ed Elham

A dare voce a quei numeri sono state due testimonianze. Chiara ha raccontato come durante il percorso abbia ritrovato autostima e capacità di scelta, fino al contratto a tempo indeterminato come receptionist. Elham, con un passato nella ristorazione interrotto dalla pandemia, ha frequentato i corsi di contabilità e oggi è pronta ad aprire un nuovo locale.

Sono due traiettorie diverse che dicono la stessa cosa: l’autonomia è una porta che si apre dopo essersi chiusa.

Il programma vive di una rete di alleanze. Aziende come Capgemini e DMX Pharma contribuiscono con volontariato di competenza e inserimenti lavorativi. Inoltre, IBVA gestisce il social market Solidando, garantendo prodotti freschi e di qualità. Infine, Areas My Chef, Carrefour, Compass, Morato, Sodexo e altri partner ampliano l’offerta di opportunità professionali.

Ristoranti Contro la Fame: undici anni, un milione di euro

Tra le iniziative che finanziano l’intervento in Italia c’è Ristoranti Contro la Fame, giunta all’undicesima edizione e oggi la più grande iniziativa solidale della ristorazione italiana. Solo nel 2025 la campagna ha raccolto 170.000 euro, portando il totale degli undici anni oltre la soglia del milione di euro.

Una cifra che misura la capacità del settore food di mobilitarsi sui temi della povertà alimentare e della malnutrizione. Ogni anno, dal 16 ottobre — Giornata Mondiale dell’Alimentazione — al 31 dicembre, ristoranti, pizzerie, osterie e catene aderiscono. Così, coinvolgono i clienti con il piatto solidale o con eventi dedicati. Nel 2025 hanno partecipato 182 locali: 107 ristoranti e 75 punti vendita di catene, fra cui Pokéria by NIMA, Macha e Wiener Haus.

Il nuovo Comitato Tecnico

L’undicesima edizione segna anche un’evoluzione strutturale. Inoltre, per la prima volta Ristoranti Contro la Fame si dota di un Comitato Tecnico. È un organo consultivo che riunisce alcune delle voci più autorevoli del panorama gastronomico, mediatico e imprenditoriale italiano. L’obiettivo è dare alla campagna una direzione strategica condivisa, intercettare le tendenze del settore food, ampliare le partnership.

Il Comitato è composto da Alberto Cauzzi (Epheso Srl), Mario Cucci (TavoleDoc), Maddalena Fossati Dondero (La Cucina Italiana, Condé Nast Traveller), Carla Icardi (Mncomm), Giano Lai e Francesca Manunta (@cosamangiamooggi, Chiara Maci, Teresa Onorato (Honor Consulting), Tunde Pecsvari (UBRI) e Paolo Vizzari.

I premi: nove ristoranti Supersolidali Platinum

La cerimonia ha visto la consegna dei riconoscimenti a chef, ristoranti, catene e aziende. Nove ristoranti si sono distinti come Supersolidali Platinum, superando ciascuno la soglia dei 3.000 euro raccolti: Da Vittorio di Brusaporto (tre stelle MICHELIN, fratelli Cerea), Madama Piola di Torino, la Locanda Gesù Vecchio di Napoli (con cena a quattro mani con lo chef Antonio Pedana de Le Monzù di Capri), Osteria Brunello con la sua iconica cotoletta milanese, Nobu MilanoYARD Restaurant a Verona, Locanda Margon a Ravina, Il Fagiano sul lago di Garda e Il Sereno al Lago sul lago di Como.

Riconoscimenti anche alle aziende e Fondazioni che hanno sostenuto il programma italiano: Sole365, Fondazione De Agostini, Fondazione Migrantes, Fondazione Prosolidar e KPMG.

L'impatto nel mondo: cinque Paesi, cinque risposte diverse

I fondi raccolti nell’edizione 2025 di Ristoranti Contro la Fame non si fermano in Italia. Hanno sostenuto programmi in cinque Paesi, ciascuno con bisogni specifici e strumenti diversi, costruiti insieme ai team e ai partner locali.

Paese Contesto Risultati 2025
India
Mumbai
Insediamenti informali, vulnerabilità economica e igienico-sanitaria 5.000+ screening nutrizionali · 204 donne in gravidanza coinvolte · 550+ caregiver accompagnati · 258 operatori sanitari di comunità formati
Repubblica Centrafricana
Distretto di Ngaoundaye
Crisi politica e umanitaria profonda 6 strutture sanitarie rafforzate · 10.000+ bambini sotto i 5 anni curati · 891 trattati per malnutrizione acuta grave · 246 famiglie con sostegno psicosociale
Libano Collasso economico, sfollamento interno, servizi essenziali erosi 3.700+ bambini con accesso ai micronutrienti · 170 fosse settiche messe in sicurezza in 14 insediamenti · 144 persone accompagnate alle cure ospedaliere
Nepal
Distretto di Udayapur
Cambiamenti climatici, agricoltura di sussistenza 900 famiglie coinvolte (~4.500 persone) · 3.877 screening nutrizionali · 5.800 piante di bambù contro le inondazioni · 50+ piccole imprese agricole avviate
Kenya
Contea di Isiolo
Siccità ricorrente, scarsità di cibo e acqua Nuovo sistema idrico di Lowai per 1.200 persone e 8.100 capi di bestiame · 60 donne formate in agricoltura resiliente

In Centrafrica, in particolare, il dato più eloquente non è quantitativo: è la conferma che la fame, in un contesto di conflitto, non si misura solo in calorie. In Kenya, le donne che prima percorrevano fino a dodici chilometri a piedi per riempire una tanica d’acqua oggi impiegano pochi minuti. Sono cambiamenti che ridisegnano una giornata, e con essa il futuro di una comunità.

Una rete che continua a crescere

L’edizione 2025 di Ristoranti Contro la Fame ha potuto contare sui tre partner principali — Ferrari Trento, FIPE-Confcommercio e METRO Italia — e su una rete più ampia: Surgiva, Michelin Italia, TheFork, Radio Deejay, Radio Capital, Ambasciatori del Gusto, Chic, Gastronomika, Honor Consulting, Le Soste, International Pizza Academy, Restworld, Teritoria, TavoleDoc, Unione Brand Ristorazione Italiana (UBRI) e Zucchetti.

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