Il 23 giugno 2026 il terremoto in Venezuela ha colpito duramente la parte settentrionale del paese: due scosse di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno interessato diverse aree del nord, comprese zone vicine alla capitale Caracas.
LE CONSEGUENZE DEL TERREMOTO IN VENEZUELA
Il terremoto che ha colpito il Venezuela ha avuto conseguenze gravissime. Le cifre ufficiali parlano di 1.450 vittime, 3.150 feriti e 774 edifici crollati, con oltre 12.700 persone direttamente colpite. I numeri continuano ad aggiornarsi man mano che le operazioni di soccorso avanzano e si accede alle aree più colpite.
Sono state registrate oltre 400 scosse di assestamento, tra cui una di magnitudo 5,5. Squadre di soccorso da 27 paesi, con oltre 2.200 operatori e 140 cani da ricerca, sono operative sul territorio.
Il sistema sanitario è sotto pressione crescente: danni strutturali sono stati riportati in 38 ospedali, con alcune strutture costrette ad allestire spazi all’aperto per curare i pazienti. Tre ospedali da campo con unità di terapia intensiva e servizi trauma sono stati dispiegati per rafforzare la capacità di risposta.
«La situazione è caratterizzata da connettività limitata e difficoltà nelle comunicazioni, che ostacolano sia la nostra capacità di spostarci sia quella di raccogliere informazioni in tempo reale. Nonostante questo, i team di Azione Contro la Fame rimangono attivi e in contatto, monitorando l'evoluzione dell'emergenza»
Dunia de Barnola, Country Director di Azione contro la fame in Venezuela.
Emergenza umanitaria in Venezuela: La Guaira e Caracas le aree più colpite
La Guaira e Caracas restano le zone più duramente colpite, con crolli strutturali diffusi e migliaia di persone costrette a dormire all’aperto, in tende e rifugi di fortuna dove l’accesso all’acqua potabile e le condizioni igieniche di base sono essenziali per proteggere la salute e la dignità delle persone.
Acqua, igiene e salute: un'emergenza nell'emergenza
Nei principali centri abitati la situazione sanitaria si aggrava di ora in ora. La mancanza di acqua potabile, l’assenza di servizi igienici adeguati e l’accumulo di rifiuti aumentano i rischi sanitari, in particolare nelle aree dove i soccorsi faticano ancora ad arrivare.
Una madre racconta così i momenti del terremoto: “Sentivo che stava tremando e l’unica cosa che ho detto è stata: ‘Santiago, il bambino, il bambino, il bambino’. Siamo corsi fuori; io dalla disperazione cadevo, ero troppo nervosa, non facevo che cadere. Il bambino è riuscito a salire in casa, lo ha preso e, grazie a Dio, non gli è successo nulla. Siamo riusciti a uscire velocemente di casa, ma continuava a tremare. È stata un’esperienza davvero orribile. Ci siamo sentiti storditi, per lo spavento, non volevo più uscire di casa. Eravamo tutti come sotto shock.”
Ora vive in un rifugio temporaneo, dove le difficoltà quotidiane si misurano anche in gesti semplici: “L’unica cosa che non mi piace qui è il bagno, che va in tilt. Non ci sono bagni a sufficienza, si fa una fila lunga. Lo stesso vale per lavarsi, perché non c’è dove farlo, visto quante persone ci sono.”
La nostra risposta sul campo
Fin dalle prime ore, i nostri team sono stati sul campo per valutare l’impatto del terremoto in Venezuela. Nonostante le difficoltà nelle comunicazioni, siamo rimasti attivi e in contatto, monitorando l’evoluzione della situazione ora per ora.
«Il nostro team è già sul campo, per valutare la situazione in un contesto ancora in rapida evoluzione. Non appena i bisogni più urgenti saranno definiti con maggiore chiarezza, siamo pronti a intervenire»
Benedetta Lettera, responsabile delle operazioni di Azione Contro la Fame in America Latina
Stiamo rafforzando la risposta a Caracas, La Guaira e nelle altre aree colpite, coordinandoci con le istituzioni locali e concentrandoci sui bisogni più urgenti della popolazione. Nelle ultime ore i nostri team hanno avviato e ampliato la distribuzione di kit igienici, kit per l’igiene mestruale e beni essenziali, sia nei rifugi che negli insediamenti di fortuna dove vivono migliaia di persone dopo aver perso la loro casa.
Stiamo inoltre supportando le squadre di soccorso con forniture di base e rafforzando le attività in materia di acqua, igiene e salute. I nostri team hanno anche cominciato a operare nelle zone più isolate e difficili da raggiungere, dove sono in corso valutazioni mediche per preparare interventi più completi nei prossimi giorni.
Stiamo partecipando alle riunioni di coordinamento con le altre organizzazioni umanitarie presenti nel paese per individuare i bisogni più pressanti e costruire una risposta condivisa al terremoto in Venezuela.
I nostri team specializzati sono già operativi per fornire primo soccorso psicologico alle persone colpite dalla crisi. Prestiamo particolare attenzione alla protezione delle persone più vulnerabili: donne, bambini e anziani, in contesti di sfollamento e sovraffollamento.
L'emergenza continua. Noi anche
Continueremo a sostenere gli sforzi di coordinamento e ad ampliare la risposta con un obiettivo chiaro: garantire che gli aiuti raggiungano le persone che ne hanno più bisogno.
In questo momento il mercato locale continua a funzionare in città come Caracas, il che ci permette di agire più rapidamente acquistando forniture direttamente nel paese. Per questo le donazioni in denaro sono fondamentali: ci permettono di rispondere immediatamente e di sostenere l’economia locale. Ogni contributo si traduce in aiuto diretto per le comunità colpite.
Le altre aree in cui operiamo restano attive. Aggiorneremo queste informazioni man mano che la situazione si chiarisce.
Come puoi sostenere la risposta umanitaria in Venezuela
Se ti stai chiedendo come inviare aiuti in Venezuela, il modo migliore è supportare il lavoro di organizzazioni come Azione Contro la Fame, che sono già sul campo con team specializzati e lavorano ogni giorno per portare acqua, cibo e assistenza sanitaria alle persone più colpite.
