La situazione attuale in Ciad
Il Ciad si trova nell’epicentro di una drammatica crisi umanitaria.
Attualmente, l’insicurezza alimentare ha colpito oltre 3,4 milioni di persone in tutto il Paese. Molte famiglie lottano ogni giorno contro la fame e contro la mancanza dei beni di prima necessità. Circa 480.000 bambini soffrono di malnutrizione acuta grave e il dato è in aumento.
Il Paese, inoltre, ospita la più grande popolazione di sfollati in Africa, con oltre un milione di rifugiati in tutto il suo territorio, di cui la metà sono rifugiati che scappano dalla guerra in Sudan. La mancanza di accesso a beni e servizi primari colpisce soprattutto donne e bambini, che compongono la stragrande maggioranza degli sfollati.
Nel 2025 il Ciad ha continuato ad affrontare una grave crisi umanitaria, segnata da conflitto, shock climatici, epidemie e grandi spostamenti di popolazione. Più di 7 milioni di persone hanno avuto bisogno di assistenza, tra cui 1,6 milioni di rifugiati e 224.000 sfollati interni. Oltre 884.000 sono rifugiati sudanesi che hanno cercato riparo in Ciad a causa della guerra in Sudan.
Fame e malnutrizione restano alte in tutto il Paese: 1,74 milioni di bambini sotto i 5 anni sono malnutriti e 3,3 milioni di persone vivono in insicurezza alimentare. La mancanza di accesso a beni e servizi primari colpisce soprattutto donne e bambini, che sono la grande maggioranza degli sfollati.
Il nostro intervento in Ciad
Noi di Azione Contro la Fame operiamo in Ciad dal 1982.
Qui, portiamo avanti dei programmi legati alla nutrizione, alla salute, all’acqua e all’igiene.
Per i bambini sotto i 5 anni abbiamo garantito servizi di salute e nutrizione di qualità, insieme a servizi di salute sessuale e riproduttiva, promozione delle buone pratiche familiari e sostegno all’allattamento e all’alimentazione dei più piccoli. Abbiamo rafforzato la sorveglianza epidemiologica e nutrizionale, formato il personale sanitario e fornito farmaci essenziali, alimenti terapeutici e attrezzature mediche.
Alle famiglie più vulnerabili abbiamo dato assistenza in denaro, sementi e attrezzi per l’agricoltura e l’orticoltura, e un accesso migliore ai servizi veterinari per chi vive di allevamento. Abbiamo costruito e riabilitato infrastrutture idriche, portato acqua pulita con le autobotti, promosso le buone pratiche igieniche, migliorato la gestione dei rifiuti, sostenuto la risposta a un’epidemia di colera e rafforzato la prevenzione delle infezioni nelle strutture sanitarie.
Per sostenere sfollati e comunità ospitanti abbiamo attivato servizi di supporto psicologico di comunità: punti di ascolto, sensibilizzazione dei leader locali sui rischi per la protezione e la salute mentale, attività psicosociali per donne e bambini.
Assistiamo le persone più vulnerabili con programmi alimentari, di sostegno alla pastorizia e ai mezzi di sussistenza. Agiamo con programmi per contrastare la fame e la malnutrizione acuta tra i bambini e le donne in allattamento Favoriamo l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. Forniamo assistenza psicologica alle persone ferite durante gli scontri.
Nel 2023, un totale di 771.259 persone ha beneficiato di questi programmi in tutto il Paese.
