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Challenge contro la Fame: l'esperienza di Sonia

Devo essere onesta, nella mia vita, professionale (e questo è prevedibile) ma devo dire anche in circostanze personali, sono solita ricevere molti NO.

Questi NO hanno fatto di me una persona, benché solare e socialmente aperta al prossimo, per certi versi anche una persona chiusa, che tiene il proprio per sé, perché nella cause in cui crede non riesce a trovare corrispondenza negli altri.

Dunque, in tutta sincerità, questa esperienza, ancora una volta come tutte le esperienze in cui si crede e in cui ci si tuffa con convinzione, mi ha lasciato diversi insegnamenti. Mi ha insegnato molto di me stessa e insegnato molto degli altri. Questo è dunque motivo di ringraziamento per la challenge: si impara tanto, Grazie!

Avendo dunque avuto molti NO, tanto da averne fatto quasi un marchio di fabbrica, rendendomi una persona pronta “alla delusione”, in quest’occasione devo davvero ringraziare LA SQUADRA. Potremo anche arrivare ultimi in questa competizione, non è un problema, ma la mia vittoria l’ho già ottenuta quanto a I. e S. ho chiesto, davvero in questi termini:

“Raga, squadra?” e la loro risposta è stata SI. SI subito, SI senza riserve, solo SI. A me è bastato quello, era la risposta che cercavo. 

Vero, giocavo un po’ in casa perché alcune affinità (evviva!) le ho trovate, e so di riconoscere in loro la solidarietà e la condivisione, caratteristiche che fanno di me la persona che sono. E, allo stesso modo, avevo già vinto solo all’idea del coinvolgimento degli altri colleghi che, a loro volta, hanno detto SI a loro. E poi sono arrivati altri SI e il gruppo si è esteso. Solo questo è motivo di soddisfazione. Vera.

Senza ciascuno di loro non saremmo stati nulla. Non sarei stata nulla. E’ grazie al contributo di ciascuno di loro che siamo UNA SQUADRA.

Raccolte le soddisfazioni dei SI, sono poi subentrate le “missioni”: avere un obiettivo per me è stato davvero motivante. Magari è stato difficile, magari anche faticoso, ognuno di noi con le proprie caratteristiche ed anche i propri limiti, ma LA SQUADRA non ha mai mollato. Questo per me è davvero motivo di riconoscenza verso tutti loro. 

Naturalmente ora i miei TeamMates me li sarò anche inimicati, perché in diverse occasioni sono stata la sveglia del mattino alle 6 con i primi messaggi in chat e l’ultima comunicazione della sera per i boost da assegnare allo scopo di ottimizzare i risultati. Li ho già preventivamente autorizzati a evitarmi e boicottarmi in futuro, ovviamente dalla fine della challenge in poi.

Mi hanno riconosciuto il ruolo di “motivational leader” ma credo era un modo politically correct era per farmi passare il fatto di martellarli di continuo ….

Ma anche di questo sono loro riconoscente. Di essere rimasti.

Io ci credo molto. E li ringrazio di averci creduto con me. E coi voi.

Sonia C. - KPMG Italy

 

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