Ucraina, quarto anniversario. A Kharkiv e Sumy le persone vivono ogni giorno in condizioni drammatiche: città distrutte e gravi difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali. Da quattro anni, il Paese è scosso dalla guerra, che colpisce anche le menti e i cuori di chi la subisce.
Il conflitto in Ucraina ha provocato gravi violazioni del diritto internazionale, tra cui attacchi mirati contro infrastrutture civili, come ospedali e scuole, compromettendo gravemente l’accesso alle cure sanitarie. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, da febbraio 2022, si registrano più di 2.700 attacchi ai servizi sanitari, evidenziando un preoccupante deterioramento delle condizioni di vita. Eppure, nonostante tutto, la speranza non è scomparsa. Noi di Azione Contro la Fame siamo lì per restituire loro ciò che la guerra ha cercato di distruggere: un futuro di speranza.
Quest’anno l’inverno in Ucraina si è rivelato particolarmente implacabile. Da novembre 2025 gli attacchi mirati contro le infrastrutture energetiche si sono intensificati, compromettendo servizi essenziali e aggravando la vulnerabilità di migliaia di persone.
UN SISTEMA SANITARIO Al COLLASSO
A Kharkiv e Sumy, le donne sono tra le prime vittime di un sistema sanitario che non riesce più a reggersi in piedi. Per raggiungere una visita medica, molte donne devono percorrere decine di chilometri su strade devastate dalle bombe – un viaggio che è costoso, pericoloso e spesso inutile. Le diagnosi arrivano troppo tardi, con esiti spesso tragici.
“Le donne non trascurano la loro salute, è che non possono semplicemente accederci. Quando finalmente arrivano, a volte è troppo tardi”.
Anastasia, ginecologa di Azione Contro la Fame
Nei villaggi come per esempio Kurmany o Andriivka, a meno di 65 km dalla linea del fronte, i nostri team eseguono screening precoci per il cancro. Il cancro al seno, il più comune in Ucraina, è una minaccia invisibile che cresce nel silenzio della guerra.
“Lo stress distrugge l'equilibrio ormonale e impatta gravemente sulla salute delle donne. Lo stress colpisce il corpo”.
Anastasia, ginecologa di Azione Contro la Fame
LE VITTIME DELL’Incertezza
Nina ha 35 anni di Sumy. Due anni fa la sua casa è stata distrutta dai bombardamenti: ha lasciato la città portando con sé solo i suoi figli e un futuro incerto.
Oggi, nelle nostre cliniche mobili, Nina trova uno spazio dove poter condividere la sua angoscia, mentre cerca di superare la paura e l’incertezza che la tormentano ogni giorno.
"Mi preoccupo per i miei figli, per il nostro futuro. Abbiamo perso la nostra casa. Tutto quello che abbiamo costruito in una vita è sparito".
Nina, donna di Sumy.
Questa non è una storia isolata. Oggi, in Ucraina, 3,7 milioni di persone sono sfollate e la situazione sta peggiorando. Entro la fine del 2026, altre 504.000 persone potrebbero essere costrette a lasciare le loro case. Nonostante le difficoltà, stiamo lavorando per garantire che le comunità ricevano il supporto necessario per un futuro migliore. Le nostre azioni mirano a fornire cure, risorse e opportunità per ricostruire le vite devastate dal conflitto.
LE STORIE DEGLI ANZIANI
Gli anziani, tra i più vulnerabili, vivono la guerra in Ucraina in modo ancora più difficile. Lontani dalle loro famiglie, senza accesso ai servizi essenziali Olha, 75 anni, è stata costretta a fuggire dal suo villaggio, distrutto dai bombardamenti.
"Abbiamo resistito per due anni, poi non ce la facevamo più. Le bombe volavano sopra le nostre teste… dormivamo vestiti, con le scarpe. Ricevo 2.000 grivnie (39 euro) in quanto sfollata, più la mia pensione, ma non basta per niente".
Olha, sfollata di 75 anni
Oggi vive in una stanza stretta prestata dal fratello, sopravvivendo grazie alla sua pensione e all’indennità per gli sfollati. Come lei, migliaia di anziani sono stati sfollati contro la loro volontà, molti dipendono dai parenti e vivono una solitudine angosciante.
COSTRUIRE UN FUTURO INSIEME IN UCRAINA
In risposta alla crisi sanitaria, noi di Azione Contro la Fame forniamo cure mediche essenziali in collaborazione con attori locali, tra cui visite mediche, supporto psicologico e interventi di emergenza per i rifugiati e le popolazioni vulnerabili. Nonostante la devastazione, noi continuiamo a restare sul posto e a stare vicino alla popolazione.
unisciti a noi
Questa crisi è a soli 1.300 km dal confine nord-est dell’Italia. Non possiamo voltare lo sguardo.
Persone come Nina e Olha stanno vivendo una tragedia quotidiana e hanno bisogno di tutto il nostro sostegno. Con una donazione a Azione Contro la Fame, puoi fare la differenza.
